Il Tirreno

In diciassette anni dimezzati i posti letto

di Luca Barbieri
In diciassette anni dimezzati i posti letto

Delle 105 strutture censite nel 1999 sopravvissute solo 64. Volpi: «Sul cambio di destinazione d’uso si vedrà caso per caso»

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MASSA. Sì allo sviluppo delle strutture ricettive, ma sul cambio della destinazione d'uso ci sarà da valutare caso per caso. È questa, in estrema sintesi, la visione, l'idea, dell'amministrazione massese per le strutture ricettive emersa durante il partecipato incontro di lunedì pomeriggio scorso tra il primo cittadino di Massa, Alessandro Volpi, albergatori e operatori turistici.

Molti i temi caldi al centro del dibattito, dalle strutture abbandonate alle tipologie delle strutture ricettive, fino alla questione degli svincoli e dei condhotel, strutture ibride sia ricettive sia residenziali, dove, secondo la normativa, il 40% della struttura può essere venduto e destinato all'uso di abitazione.

Questioni discusse alla luce del regolamento urbanistico al cui iter ormai «siamo in fondo», come ha detto il sindaco Volpi. Da una parte, dunque, richieste e opinioni di operatori turistici e proprietari di strutture ricettive, rappresentati da Claudio Lotto, imprenditore del settore e presidente di Confimpresa Massa Carrara e Versilia, dall'altra a fare il punto e a rispondere alle domande il sindaco massese.

E allora il primo tema caldo del pomeriggio è stato quello delle strutture abbandonate nel territorio. Ventitré ha fatto sapere Lotto, per un settore turistico apuano, più generalmente, «che ha perso parecchie strutture ricettive e la categoria è in difficoltà».

Sempre Lotto quindi ha tradotto in numeri (impietosi) questa crisi: di 105 strutture ricettive aperte nel 1999 oggi ne sono rimaste 64, quasi la metà in meno di vent'anni con 41 strutture con altra destinazione.

Tra queste, come detto, 23 sono di fatto abbandonate e chiuse, mentre 18 destinate ad abitazione e ad altre destinazioni d'uso, passando dai 5000 posti letto di inizio anni 2000 a poco più di 2500, oggi.

E quindi, secondo il centro studi di Confimpresa, se si prende come riferimento una media di 5000 euro annui, per posto letto, e 20 mila euro quindi di ricaduta per il territorio, si arriva, nell'arco di questi diciassette anni, a una cifra da capogiro che è venuta a mancare vicina al miliardo di euro.

Una questione economica, dunque, che fa il paio con quella del degrado. «Bisogna capire quali sono le possibilità di rimanere al passo coi tempi - ha osservato il presidente di Confimpresa Massa Carrara Versilia - perché la situazione è preoccupante». E allora cosa fare per migliorare la situazione di quelle esistenti? E cosa fare di quelle strutture abbandonate? Intanto, avevano fatto sapere da Confimpresa, bisogna liberare le strutture dal vincolo alberghiero per attrarre investimenti.

«Siamo favorevoli in linea di principio che la struttura ricettiva sia sviluppata. Il turismo è cambiato e lo strumento urbanistico deve servire proprio a favorire lo sviluppo delle strutture per il turismo», questo, invece, il commento di Volpi alla prima domanda. E così, se la nuova tipologia turistica residenziale, condhotel, sembra «una soluzione praticabile», ma bisognerà «capire i regolamenti attuativi», chiaro l'orientamento del sindaco per quanto concerne la destinazione d'uso.

«È evidente - ha puntualizzato a riguardo il sindaco - che le strutture abbandonate portino degrado, ma non è convincente la formula per cui eliminare il degrado significa cambiare la loro destinazione d'uso a quello residenziale. Abbiamo già 6000 case sfitte, non è questa la strada. La strada vera, piuttosto, è quella di migliorare le strutture esistenti. Approvare lo strumento urbanistico - ha concluso Volpi dunque - e al suo interno rispondere alle esigenze perché le strutture ricettive sono un nostro patrimonio».

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