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Gli operatori: un distretto per il turismo lunigianese

Gli operatori: un distretto per il turismo lunigianese

MAMA. Quello degli operatori turistici della Lunigiana non è un grido di aiuto, quanto più un invito alla coesione territoriale, ad unire le forze per trovare una dimensione globale e non...

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MAMA. Quello degli operatori turistici della Lunigiana non è un grido di aiuto, quanto più un invito alla coesione territoriale, ad unire le forze per trovare una dimensione globale e non frammentata.

«Da diversi anni - afferma Giovanna Zurlo, presidentessa dell'associazione Aotl (Associazione operatori turistici lunigianesi) che rappresenta oltre 40 strutture del territorio - sollecitiamo le amministrazioni a creare un distretto turistico per la Lunigiana. Dal nostro punto di vista è strategico e necessario avere un unico interlocutore con confrontarsi. Vogliamo impegno su questo settore, ma vorremmo anche vedere fatti».

Per legge infatti la Lunigiana deve fare riferimento al comune capoluogo, in questo caso Massa, per sviluppare un piano strategico che curi al contempo l'immagine e la valorizzazione del brand. Il regolamento però non è chiaro, in quanto sono intervenute diverse modifiche, quindi si starebbe procedendo verso la creazione di aree d'ambito, per riuscire a intercettare i bisogni del territorio. Di qui la richiesta degli Operatori Turistici Lunigianesi di accelerare il processo di metamorfosi del territorio. La Lunigiana, se vuole riuscire a battere la concorrenza di altre territori deve, in buona sostanza, pensare come ad un'unica entità, non scissa in 14 satelliti. «Solo uniti - puntualizza la Zurlo - possiamo riuscire a sviluppare un turismo che porti benefici sul territorio. Per farlo però bisogna oltrepassare il concetto che si è divisi in quattordici comuni e non in una sola realtà. Dobbiamo presentarci al mondo come Lunigiana, dobbiamo raccontare una storia unica, con tante peculiarità, dalla storia all'ambiente, passando per l'enogastronomia. Bisogna essere chiari e spero che si possa aprire un tavolo di confronto con le amministrazioni».

In questi ultimi anni il turismo, nel suo complesso provinciale, ha fatto registrare un abbassamento dei numeri. Questa flessione però non ha intaccato il flusso lunigianese, registrando un aumento di consensi da parte dell'estero.

«La Lunigiana ha assunto un particolare ruolo in questi ultimi cinque anni - conferma Giovanna Zurlo - si è ritagliata una sua fetta di mercato grazie al poter offrire un'esperienza diversa, più intima, nel turismo. Si lega all'ambiente ed alle attività all'aperto, ma c'è anche la ricerca di una vacanza in luogo lontano dalle logiche del turismo di massa. Il tipo di turismo che promuoviamo qui in Lunigiana è individuale, molto slow, consente di preservare il territorio e farne vivere le bellezze. In questo senso stiamo riuscendo a rintracciare anche consensi dal mercato interno». Un mosaico territoriale la Lunigiana, sparse sul tavolo, senza che nessuno abbia la capacità di completarlo.

Cristiano Borghini

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