Sicurezza
Discarica di auto sul Magra Denunciate tre donne
Gestivano un terreno dove erano accatastati da mesi un centinaio di mezzi I carabinieri e i periti dell’Asl hanno scoperto che non avevano autorizzazioni
SARZANA. C’erano un centinaio di autoveicoli usati accatastati in quel terreno, ad altro rischio idrogeologico tra l’altro, nei pressi del fiume Magra. E non ci potevano stare, nonostante la proprietaria - una sessantacinquenne residente a Carrara - avesse acconsentito alla rimessa improvvisata. Come hanno detto ai carabinieri le persone che quelle macchine ce le avevano portate, identificate grazie alle targhe e ai numeri di telaio che gli inquirenti sono andati a cercare per dare un nome ai responsabili di quello scempio. Poi l’altro pomeriggio i militari si sonorecati in quel terreno che si trova nei pressi del fiume Magra e insieme ai tecnici dell’Asl spezzina specializzati nelle attività di contrasto reati ambientali. È bastato poco per capire che non c’era nulla di regolare in quella che era una vera e propria discarica abusiva. La sessantacinquenne - che risultava oltre che proprietaria anche amministratrice della società- mandava avanti la sua attività senza uno straccio di autorizzazione. In pratica custodiva veicoli fuori uso e accatastava alla rinfusa i componenti che si staccavano. Provocando dei danni ambientali che saranno quantificati dai periti dell’azienda sanitaria ligure, una volta che arriveranno i risultati delle analisi eseguite sui prelievi effettuati.
Ma non solo la donna, insieme ad altre due signore - una di 52 anni residente a Forte dei Marmi, e l’altra di 47 anni residente a Castelnuovo Magra -, si occupavano anche della raccolta. del trasporto, recupero, smaltimenbto e commercio di rifiuti pericolosi. Tra le altre contestazioni dei carabinieri anche il reato di aver realizzato una discarica abusiva di rifiuti pericolosi, in assenza dell’autorizzazione paesaggistica e ambientale. Non solo: le tre donne hanno violato ripetutamente il regolamento del parco naturale regionale di Monte Marcello-Magra-Vara. Non solo: la discarica violava anche le norme dell’autorità di bacino del fiume Magra, dato che l’area era all’interno della fascia di assetto fluviale. Il terzetto passerà dei brutti momenti, dato che sono previste sanzioni amministrative pesanti per condotte di questo tipo.
Ma del resto non potevano pensare di farla franca, dato che i veicoli accatastati erano diventati davvero tanti. Un centinaio, almeno. E le segnalazioni, sia ai carabinieri sia alle amministrazioni competenti, erano diventate davvero pressanti. Con richiesta di intervento immediato. E così è stato fatto, dopo gli accertamenti di rito.
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