Sicurezza
«Ceduti i miei dati per la visita all’Asl?»
Chiede controllo dall’otorino e subito dopo viene contattato da un’azienda di apparecchi acustici. Partono le verifiche
MASSA. Anticipare i desideri del cliente. Un mantra da pubblicitari. O forse nuova angosciante realtà che se ne infischia delle protezioni a difesa della nostra privacy. La cronaca odierna non risolve le incertezze, ma inocula germi del dubbio.
La signora Martina Zanza qualche giorno fa ha prenotato all’Asl una visita dall’otorino per il padre ottantenne. Qualche giorno dopo i genitori hanno ricevuto sul telefono di casa la cortese telefonata di un’azienda che vende apparecchi acustici, per una “visita” gratuita a domicilio corredata di illustrazione di ampio campionario di prodotti.
Alla telefonata rispose il padre che, a causa dell’età avanzata, non capisce esattamente di cosa si tratti. All’inizio pensa che sia l’Asl, vista la prenotazione, a offrire una visita domiciliare. «A mio padre l’operatrice ha dato ad intendere di sapere che aveva una visita all’Asl con un otorino – spiega la signora Zanza – e ha fissato una visita per il giorno dopo. Mi ha stupito , senza trascurare che il numero di telefono che hanno chiamato, quello di casa dei miei, è intestato a me e non a loro. E non compare sull’elenco. Come hanno fatto a rintracciarci?».
E proprio il fatto che non figura il padre come intestatario di quella linea rafforza nella signora l’idea che qualcosa non torni. Non può trattarsi della routinaria telefonata di chi vende protesi acustica a numeri di anziani a caso. Lei, di sicuro, non rientra in quella fascia di clienti profilati sul largo, ma arguto, indice dell’età.
«A me questa vicenda dà l’impressione che i nostri dati sensibili siano possibile oggetto di scambio e mi piacerebbe avere delucidazioni in merito». Così Zanza si mette davanti allo schermo e informa l’Asl dell’accaduto.
Le risponde il direttore di Otorinolaringoiatria Luca Muscatello, mostrandosi preoccupato: «Quanto riferisce - scrive il direttore – è assolutamente grave. La Asl non deve fornire a chicchessia nominativi o indirizzi di pazienti. Avviene spesso che aziende che vendono apparecchi acustici contattino pazienti anziani per fare dei tentativi di vendita e questo non è affar mio. Se il venditore è stato "avvisato" da qualche dipendente Asl, l'episodio è certamente da denunciare alle autorità competenti». E invita la signora a un incontro.
Ora serve chiarezza e che l’Asl proceda ai dovuti controlli in modo da spazzare via i dubbi e riportare certezza. Caso o scorrettezza?
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