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Sospetti sulle accuse del marocchino picchiato in caserma

Sospetti sulle accuse del marocchino picchiato in caserma

L’uomo ha tanti precedenti e le difese puntano su quello Intanto l’avvocato Ravani presenta istanza al riesame

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MASSA. È stato presentato il primo ricorso al riesame del tribunale di Massa: l'avvocato Alessandro Ravani ieri mattina alle otto e mezza ha chiesto il dissequestro del materiale preso dalla polizia giudiziaria della procura apuana al suo assistito, un carabiniere in servizio nella stazione di Albiano. Al militare sono stati portati via dalla sua abitazione una scheda Sim, un tablet e uno spray urticante. Una bomboletta che si trova regolarmente in commercio. Il legale chiede la restituzione di tutto e chiede di invalidare il sequestro, spiegando le motivazioni dell'impugnazione in una memoria suddivisa in più punti. Nelle prossime ore verrà fissata la data dell'udienza in cui si discuterà del caso. A breve, comunque.

Ravani non sarà il solo, però. Anzi probabilmente anche altri colleghi sono pronti a seguire il suo esempio. Preferendo Massa piuttosto che Genova, puntando così sulla forma anziché sul merito del ricorso. Non lo hanno fatto ancora gli avvocati Roberto Valettini e Gianpaolo Carapelli, che dovevano presentare il ricorso questa mattina. Hanno deciso di aspettare ancora qualche giorno, dato che comunque hanno tempo fino a venerdì mattina per chiedere al collegio di esprimersi.

Ma le difese più che altro cercano di circostanziare le accuse, dato che come ha detto il procuratore capo Aldo Giubilaro si tratta di pochi episodi che riguardano poche persone. L'episodio che al momento sembra essere il più ricco di prove a carico è quello dal quale è partita l'indagine che ha portato all'iscrizione dei nomi di tutti i carabinieri delle caserme di Pontremoli, Aulla, Licciana Nardi e Albiano Magra nel registro degli indagati. Si sta cercando di capire che tipo di personaggio sia il marocchino che punta il dito contro i militari dicendo di essere stato picchiato. Da quello che emerge dai racconti dele forze dell'ordine si tratta di una persona con diversi precedenti e che durante quel controllo aveva creato più di un problema alla pattuglia al lavoro per un servizio di prevenzione. Tra quelli in divisa e il nordafricano c'è stato un alterco che doveva concludersi con una denuncia per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Invece una volta arrivati in caserma l’uomo è stato trattenuto a lungo uscendone soltanto per andare al pronto soccorso a farsi medicare le ferite a suo dire provocate dalle botte prese dietro le quattro mura con le insegne dell'Arma. La prognosi era stata di cinque giorni ma secondo l'accusa quel verbale non dice il vero.

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di Redazione Massa