Sicurezza
Resta il problema dei 30 chilometri di fossi “tombati”
Molto è stato fatto per ridurre il rischio di disastri asmbientali sul territorio massese. Ma moltisismo resta ancora da fare. E una parte dei finanziamenti, ingenti, messi in campo dalla Regione...
Molto è stato fatto per ridurre il rischio di disastri asmbientali sul territorio massese. Ma moltisismo resta ancora da fare. E una parte dei finanziamenti, ingenti, messi in campo dalla Regione Toscana, devono ancora arrivare. Le colline del Candia e il suo reticolo di fossi sono stati oggetto di interventi (in parte ancora in corso) per decine di milioni. 5 milioni soltanto per il Cocombola. Ma la fitta rete di canali, fiumetti e torrentelli nella zona pianeggiante è ancora in gran parte un pericolo. resta, ad esempio, l’annoso problema dei corsi d’acqua tombati, cioè fatit passare per trattoi più o meno lunghi, in canali o tubazioni artificiali, spesso abusivi e non in gradio di resistere alle piene. Si tratta, secondo stime degli ambientalisti, di ben 30 chilometri di fossi tombati. Che possono trasformarsi in bombe d’acqua.
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