Attenzione
Pronto soccorso insicuro «Vogliamo le telecamere»
L’allarme dei lavoratori Uil. Che denunciano anche un’altra emergenza: infermieri a tempo determinato sballottati fra i reparti. C’è chi vuole licenziarsi
MASSA. Pronto soccorso come un “porto di mare” in cui la sicurezza, specie nelle ore notturne, non è garantita; una logistica “sbagliata” ancora che costringe i pazienti a percorsi in cui la privacy viene violata. E, ancora, “personale sballottato come un pacco postale” con disagi e problemi. Fino al punto che c’è chi vuole licenziarsi. È denso e pesante l’elenco (e non certo il primo) di “cose che non vanno” nella sanità apuana messo in evidenza dal personale infermieristico (almeno quello che fa riferimento alla Uil) e che il segretario provinciale della Uil Fpl Claudio Salvadori raccoglie e “gira” ai vertici della sanità locale.
Pronto soccorso insicuro. Telecamere e apertura a distanza delle porte di accesso al Pronto soccorso per garantire la sicurezza di pazienti e personale, soprattutto durante le ore notturne. È questa una delle richieste del personale infermieristico del Noa dopo gli episodi di furti – clamoroso quello dell’uomo derubato due volte dentro l'ospedale in pieno giorno, – che si sono registrati in queste settimane. «Bisogna dotare il pronto soccorso di telecamere al più presto - evidenzia Salvadori - e di sistemi di apertura a distanza. Inoltre, nel rispetto del piano di evacuazione, l'accesso deve essere governato dal personale. Il via vai di persone non autorizzate non è più accettabile».
Più informazioni ai parenti.Bisogna inoltre, sostiene Salvadori, « investire su personale specifico che si occupi dell'accoglienza e faccia da filtro in accordo con l'infermiere di triage, in modo da dare informazioni precise sulle condizioni dei pazienti ai parenti e sulle modalità di accesso ai locali. Non è possibile, inoltre, che non si riesca a mettere a regime il sistema informatico per assegnare un numero di riferimento a ogni paziente per attestare le prestazioni infermieristiche tramite portatili o tablet dedicati. È o no un ospedale ultra-moderno?»
Barelle e privacy. Sulla spinta delle richieste degli infermieri, il segretario Uil Fpl accende poi i riflettori su un’altra criticità del Pronto soccorso. «C’è oggi una commistione dei percorsi tra diversi codici di gravità che ha quasi dell'assurdo. I pazienti con codici gialli o verdi vengono trasportati in barella fra i vari reparti senza un minimo di privacy. I codici minori e i pazienti della sala gessi devono attraversare le stanze del post triage e addirittura la sala rossa (dove ci soon i casi più gravi) per accedere ai servizi della radiologia dedicata al Pronto soccorso È assurdo». Per questo - secondo Salvadori - è importante definire una osservazione breve temporanea per pazienti con alta priorità trattati immediatamente, nel post triage, sulla base di protocolli medico assistenziali riconosciuti dal sistema informatico».
Infermieri sballottati. Non è finita. Gli infermieri parlano anche di condizioni di lavoro sempre più difficili e pesanti. «Sulla costa come in Lunigiana – denuncia ancoraSalvadori – il personale a tempo determinato è sballottato da un reparto all'altro senza formazione o affiancamento, ci sono spostamenti e graduatorie che ci sembrano assolutamente discrezionali. Il risultato è che alcuni dei dipendenti assunti a tempo determinato vogliono addirittura licenziarsi. Nei giorni scorsi, con le altre organizzazioni sindacali, abbiamo avuto un incontro con la direttrice Maria Teresa De Lauretis e la responsabile infermieristica Chiara Pini: si è instaurato un clima costruttivo. Speriamo bene: servono risposte in tempi brevi».
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