Il Tirreno

«Ora è necessario ricostruire la Sinistra»

Bonugli (Retasinistra): basta a tutto quel politicismo che non ha mai smesso di rincorrere il centro

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CARRARA. «Noi di Reteasinistra lo avevamo capito in tempi non sospetti, quello che doveva essere l'avvio della costituente di un nuovo partito della Sinistra, aveva del piombo sulle ali. C'era chi pensava e lavorava ad un altro progetto». Comincia così la nota di Reteasinistra firmata da Maurizio Bonugli.

«La conferma è di questi giorni quando l'ex gruppo dirigente di Sel Massa Carrara, seguendo gli "scissionisti" Scotto, Rossi e Speranza, ha dato vita al Movimento dei Democratici e Progressisti che terrà il suo debutto locale domani con D'Alema gran cerimoniere- prosegue la nota - Questa overdose di politicismo e di minoritarismo che scambia la governabilità con il buon governo e l'alternanza con l'alternativa, dimostra plasticamente il deficit di analisi, di elaborazione e di proposta della vecchia sinistra che, anche a Massa Carrara, non ha mai smesso di rincorrere il centro per ritrovarsi col Pd a raccattare briciole di subalternità politica e di irrilevanza amministrativa in cambio di un assessorato o di un posto in consiglio comunale e rattoppando, localmente, gli effetti collaterali dei vari Jobs Act, sblocca Italia, buona scuola e così via». «Per conto nostro è necessario ricostruire la Sinistra non un surreale nuovo centro-sinistra che, per giunta, a Massa Carrara vive e vegeta al governo e da sempre - prosegue Bonugli - E bisogna farlo a partire dai territori, con le persone, dal basso, con un processo realmente partecipato; solo così si può sperare di accumulare quella forza necessaria per realizzare una prospettiva politica di reale cambiamento. Cambiamento che si fa nelle anche istituzioni ma, soprattutto, con le mobilitazioni e con le pratiche che creano socialità, democrazia, inclusione e partecipazione, perseguimento dei diritti e dei beni comuni». «Pratiche che, anche a Massa Carrara, hanno a che vedere con la lotta per il lavoro e i diritti, con le lotte per l'accoglienza e i diritti dei migranti e con le campagne per l'acqua pubblica, con le mobilitazioni per la scuola pubblica, l'ambiente e un modello di sviluppo sostenibile: con tutto quel mondo di militanza senza appartenenza che costituisce il campo largo della Sinistra del nostro paese e di questo territorio - si legge nella nota di Retasinistra - Senza di questo non c'è una prospettiva politica di cambiamento. Questa non può essere confinata né nella ricerca identitaria di piccole patrie, né nella ridefinizione tatticista e di brevissimo respiro di schieramenti elettorali e di cartografie politiche e organizzative ormai usurate. Bisogna ripartire da una Sinistra pienamente autonoma che sia di tutte e di tutti, capace di dare pari dignità a tutte le sue forme ed espressioni, determinata a fare dell'unità un valore aggiunto, capace di trarre insegnamento dalle pratiche dei movimenti -come quello delle donne e quello pacifista - nella costruzione di nuove forme della politica e del rapporto tra mezzi e fini, risoluta a riconoscere tutte le soggettività in uno spazio politico aperto e plurale». «La Sinistra di cui c'è bisogno, anche a Massa Carrara, nasce dall'idea che tra il radicalismo testimoniale e il riformismo senza riforme, tra una Sinistra che si mette sotto una campana di vetro e la Sinistra della resa c'è un'altra strada- si chiude la nota - su quella strada ci ritroveremo in tanti e tante con buona pace del vecchio o nuovo centro-sinistra che verrà».

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