Sicurezza
Il riesame decide sul sequestro di sim, tablet e fascicoli
I giudici di Genova, chiamati in causa dalle difese dei militari, domani esamineranno il caso che sconvolge la Lunigiana
MASSA CARRARA. Domani sarà il grande giorno del riesame. I legali di almeno quattro dei carabinieri coinvolti nelll’inchiesta della procura sui presunti pestaggi e abusi avvenuti nelle caserme di Aulla, Pontremoli, Albiano Magra e Licciana Nardi presenteranno il ricorso avverso il sequestro effettuato martedì scorso nelle abitazioni dei militari e nelle auto di servizio. Ma anche le acquisizioni dei fascicoli trovati in ufficio sono nel mirino degli avvocati. Per ora si tratta di un’impugnazione sulla forma dell’operazione della polizia giudiziaria, per il merito si vedrà più avanti. La richiesta è la restituzione di tutto quello che è stato preso ai loro assistiti. Gli inquirenti sono andati in cerca di «armi proprie ed improprie diverse da quelle in dotazione ai militari». Ma si cercavano anche «ordini di servizio, memoriali, registri, informative di reato, annotazioni, relazioni, appunti, agende e atti e documenti in genere». Tra quelli riconducibili al reato. Inoltre è stata disposta «la perquisizione personale degli indagati, dei locali e delle vetture di servizio». Nessuna conferma sull’esistenza o meno di intrecettazioni, ma visto che la polizia giudiziaria è andata a caccia di sim telefoniche è evidente che volevano riscontri oggettive su alcune utenze. Perché? Né il procuratore capo Aldo Giubilaro né il suo sostituto Alessia Iacopini lo dicono, ma è chiaro che hanno qualcosa che potrebbe confermare quello che ha denunciato il marocchino che dice di essere stato picchiato e probabilmente anche di altri episodi poco chiari successi in quelle quattro caserme finite nell’occhio del ciclone. Anche perché altrimenti Giubilaro non si sarebbe esposto dicendo che si tratta di pochi casi circoscritti a poche persone. L’iscrizione nel registro degli indagati di tutti i militari che operano da Pontremoli a Licciana è stata un atto dovuto per poter fare i sequestri.
Ma quello di domani è soltanto un primo round, almeno secondo quello che si riesce a intuire sentendo le difese affilare le armi. C’è tempo fino a venerdì per presentare le istanze, quindi non è escluso che altri legali facciano la stessa cosa dei colleghi Roberto Vallettini e Gianpaolo Carabelli, che a Genova andranno già nella mattinata di domani. I giudici poi si prenderanno qualche giorno prima di esprimersi. Intanto la polizia giudiziaria sta controllando tutto il materiale che ha trovato. I fascicoli che contengono i verbali che potrebbero essere fasulli, come recita uno dei capi di imputazione. Quello del marocchino pestato, per esempio. Ma non solo. Ci sono altri stranieri che denunciano violenze private in quanto fermati senza motivazione plausibile per parecchio tempo. Lavoro che va fatto, anche se potrebbe risultare vano nel caso in cui il riesame vanifichi il sequestro, come chiedono i legali degli indagati.
Insomma, è questa la settimana decisiva, sia per la procura e sia per i carabinieri. Che, in attesa di capire quali sono le prove che hanno contro di loro, continuano a professarsi innocenti e a fare il loro lavoro. Nessuno li ha sospesi dal servizio, anche perché in questa fase non esistono i presupposti.
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