Il Tirreno

«Verdini via dall’anagrafe Non merita Fivizzano...»

«Verdini via dall’anagrafe Non merita Fivizzano...»

La provocazione del sindaco Grassi: «E pensare che era tra i padri costituenti» La replica di Barani: «Lo faccia, credo che la procura interverrà d’ufficio»

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FIVIZZANO. Via Denis Verdini dall'anagrafe di Fivizzano, la cittadina in provincia di Massa-Carrara dove è nato il senatore di Ala, condannato a 9 anni per il crac del Credito cooperativo fiorentino. Tutto parte da una dichiarazione dello stesso Verdini che qualche anno fa disse di essere nato qui «come Sandro Bondi ma lui era arrivato a Firenze piccino, a un anno appena»

A chiedere la cancellazzione, con quella che lui stesso definisce «una provocazione», è il sindaco di Fivizzano Paolo Grassi che ha inviato una lettera all'ufficio anagrafe e al prefetto di Massa-Carrara. «Vista la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Firenze, con la quale il senatore Denis Verdini viene condannato a 9 anni di reclusione con l'interdizione perpetua dai pubblici uffici - si legge nella lettera - con la presente chiedo che venga sospesa dai registri di nascita di questo Comune la data di nascita del suddetto Verdini, essendo lo stesso nato nel Comune di Fivizzano».

«È vero che si tratta di una sentenza di primo grado, ma se devo pensare che il senatore condannato ieri doveva essere un 'padre costituente' con Matteo Renzi...", ha spiegato il sindaco lasciando tra le righe la sua incredulità.

Grassi non è nuovo a gesti simili: non esitando a definirsi 'sindaco ribelle del Pd' già in passato si era schierato contro il governo Renzi sull'Imu agricola che i paesi sotto i 700 sul livello del mare dovevano pagare. In quel caso ancora una provocazione: propose di spostare il Comune a Sassalbo, oltre gli 800 metri.

«Mi auguro vivamente che il sindaco Grassi dia seguito alla cancellazione del nome di Verdini dall'anagrafe di Fivizzano come ha annunciato in una richiesta indirizzata al prefetto di Massa. Credo ci siano già gli estremi affinché la procura intervenga d'ufficio contro questo intento dichiarato anche alla stampa, ma chiederò al prefetto di entrare in possesso di copia della missiva così da farne avere copia anche al procuratore». Così risponde il senatore Lucio Barani, presidente del gruppo Ala-Scelta Civica.

«Si tratta di dichiarazioni molto gravi - aggiunge - tanto che il sindaco Grassi le ha poi volute etichettare come una provocazione. Mi torna alla mente il coniglio di manzoniana memoria e non posso che compatire simili intemperanze. Ogni tanto in lunigiana nasce un giustizialista, ma la ruota gira e rischia di travolgere anche chi l'ha messa in movimento. Vedremo se Grassi darà seguito ai suoi proclami».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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