Il Tirreno

Travolse operaio, condannato a 10 anni

di Alessandra Vivoli
Travolse operaio, condannato a 10 anni

L’incidente sulla A12, Umberto Andrea Leone morì sul colpo. L’automobilista alla guida ebbro, sotto effetto di droga e senza patente

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MASSA. Il 18 ottobre scorso era di turno sull’autostrada A12, tra Sestri Levante e Deiva Marina, in direzione Livorno per segnalare la presenza del cantiere nel quale lavorava ormai da qualche tempo, dopo aver chiuso- dieci anni fa - a causa della crisi il suo negozio di fotografo nel centro di Massa. Qui era stato travolto è ucciso da un automobilista che non avrebbe dovuto nemmeno essere alla guida: aveva la patente revocata ed è risultato positivo ai test sulla presenza di sostanze stupefacenti e alcol nel sangue.

Umberto Andrea Leone, 60 anni, era morto sul colpo. Ieri, in tribunale a Genova l’investitore, Biagio Chiappiello di 34 anni, originario di Altamura e residente a Carrodano di la Spezia, è stato condannato a 10 anni per omicidio stradale. E a versare 200mila euro di risarcimento al fratello di Andrea Leone, Sergio che si è costituito parte civile ed era rappresentato dall’avvocato Paolo Bertoncini.

La vicenda. L’incidente mortale sulla A12 è avvenuto il 18 ottobre scorso, poco dopo le 18. Umberto Andrea era custode del cantiere e stava montando le luci per segnalare i lavori in corso. La macchina di Chiappiello non si è accorta dello scambio di carreggiata, e non ha visto l’operaio lungo la strada. Ha proseguito la sua corsa e lo ha travolto.

Leone è stato preso in pieno ed è morto sul colpo dopo un volo di 40 metri. Era finito in ospedale, a Lavagna anche l’automobilista, sotto choc per quanto avvenuto. Il test alcolemico aveva rivelato nel suo sangue una presenza di alcol superiore ai limiti di legge. Alcoltest positivo e per lui era scattato in serata, l’arresto e l’imputazione per omicidio stradale, secondo il nuovo codice della strada. Agli agenti che gli avevano notificato l’arresto l’uomo ha raccontato di avere bevuto per festeggiare l’essere diventato padre di due gemelli.

La vittima. Umberto Andrea Leone era conosciutissimo in città: suo padre Carlo, storico fotografo, scomparso da pochi anni, era titolare di un importante archivio e per anni, insieme alla moglie, aveva gestito il negozio di via Alberica, in centro storico, quindi quelli di viale Roma e di Ronchi.

La crisi, una decina di anni fa aveva cominciato a farsi sentire. E Leone aveva dovuto chiudere i battenti e mettersi in moto per cercare un nuovo lavoro. E così da fotografo aveva accantonato la sua passiopne ed era diventato operaio dei cantieri autostradali: si spostava dall’area fiorentina, a Bologna, da Genova a Livorno. Il processo per omicidio stradale. Biagio Cappiello è stato condannato a 10 anni di carcere per omicidio stradale. Al momento dell’incidente sulla A12 era ubriaco, positivo al test sulle sostanze stupefacenti, aveva la patente revocata e la macchina su cui viaggiava era senza copertura assicurativa.

La sentenza è stata pronunciata con rito abbreviato: il pubblico ministero aveva chiesto a suo carico il massimo della pena prevista per quel tipo di reato: 15 anni.

Il processo è stato celebrato con rito abbreviato e quindi, la pena è stata “scontata” a dieci anni.

Una condanna pesante a cui va aggiunto il risarcimento di 200mila euro che il tribunale di Genova ha previsto per la parte civile, ossia il fratello dell’operaio travolto e ucciso in autostrada.

Sulla vicenda va avanti anche un processo civile che vede costituiti i familiari di Umberto Andrea Leone.

Intanto è arrivata la sentenza di primo grado per quel che riguarda il reato di omicidio stradale.

Sentenza al cui pronunciamento hanno assistito, nell’aula del tribunale di Genova (competente per territorialità visto che l’incidente è avvenuto nella zona di Moneglia, fra Sestri e Deiva Marina) i familiari di Umberto Andrea Leone,

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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