Il dolore
Sorpreso a spacciare eroina nuova condanna per Vignozzi
CARRARA. Riccardo Vignozzi ancora una volta sul banco degli imputati, in tribunale a Massa. E per il trentatreenne è arrivata una condanna a sei mesi di reclusione per spaccio. Era stato infatti...
CARRARA. Riccardo Vignozzi ancora una volta sul banco degli imputati, in tribunale a Massa. E per il trentatreenne è arrivata una condanna a sei mesi di reclusione per spaccio. Era stato infatti fermato dai carabinieri proprio mentre era impegnato nella cessione di alcune dosi di eroina. Per lui quindi erano scattate le manette e a suo carico il pubblico ministero aveva chiesto una condanna pesante, a un anno e due mesi di reclusione considerato anche il fatto della recidiva.
L’avvocato della difesa Vignozzi, Enrico Di Martino ha puntato, nell’udienza che si è tenuta ieri mattina, a far riconoscere le attenuanti generiche. Alla fine il giudice ha condannato Riccardo Vignozzi a sei mesi: la lettura della sentenza è stata accolta dallo stesso imputato che era presente all’udienza a cui è arrivato direttamente dal carcere di Sollicciano dove, ormai da mesi, divide la cella con il padre Roberto Vignozzi, l’ex postino che ha ucciso nel gennaio dello scorso anno il maresciallo dei carabinieri Antonio Taibi. Per Roberto Vignozzi a fine mese si terrà la nuova udienza del processo che lo vede unico imputato con l’accusa di omicidio.
Per il figlio quello di ieri è stato un altro processo dopo quelli che lo hanno già visto - e lo vedono visto che alcuni non sono ancora conclusi - sul banco degli imputati in passato, prima per la vicenda dei furti negli istituti scolastici del territorio carrarese, quelli per cui si era firmato come “Diabolik”.
E ancora altre vicende giudiziarie, e altri processi, legati sempre al reato di spaccio di sostanze stupefacenti e anche per aver procurato lesioni a un carabinieri che lo aveva fermato sul treno durante alcuni controlli, e al quale Vignozzi aveva rifilato un morso.
Il processo di ieri, per spaccio di eroina, si è chiuso con la condanna a sei mesi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
