Il Tirreno

Rifiuti sotto le dune crescono i dubbi: sospese le operazioni

Alcuni dei rifiuti trovati
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Alcuni dei rifiuti trovati

In Comune non ci sono progetti per lo spostamento delle cabine. Al bagno Irene rilevate sostanze chimiche vicine ai limiti di legge

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MASSA. Sostanze chimiche con valori vicini ai limiti consentiti nelle sabbie delle dune del Bagno Irene. Lo attestano i risultati della caratterizzazione svolta dalla società Ambiente srl su richiesta della proprietà dello stabilimento balneare di Ronchi. Attenzione, l'area indagata non è contaminata e i parametri sono al di sotto della concentrazione di soglia critica, ma secondo Nicola Cavazzuti, consigliere di Rifondazione e presidente della commissione consiliare ambiente «se la spiaggia avesse bisogno di una bonifica sarebbe un disastro per la stagione balneare».

Dagli esiti della caratterizzazione chimica, il problema non sussiste, ma è solo uno dei tanti punti che ha cercato di chiarire la commissione ambiente in una delle prime tre sedute sul tema delle dune naturali. Dune storiche e importanti dal punto di vista ambientale, su cui crescono piante particolari e rare della macchia mediterranea, danneggiate a seguito di alcuni lavori effettuati dai proprietari del Bagno Irene per ripulire la zona dai rifiuti. Ieri, in commissione è stato invitato il geometra Marco Uzzo, dell'Ufficio del Mare del comune di Massa, nei prossimi incontri saranno ascoltate la proprietà e le associazioni ambientaliste e lunedì prossimo i consiglieri comunali effettueranno un sopralluogo al Bagno Irene.

Uzzo ha cercato di ricostruire i passaggi: «La caratterizzazione dei terreni chiesta dal Bagno Irene ha evidenziato la presenza di rifiuti in prevalenza plastico - ferrosi ad una profondità non superiore a 20 cm; ha, quindi, comunicato a Comune, Arpat, Regione Toscana, Agenzia delle Dogane, che erano partiti i lavori di pulizia». Secondo Uzzo, «dal punto di vista demaniale, fuori stagione, per lavori di livellamento con mezzo gommato e pulizia non servono particolari autorizzazioni». Ma il comune è andato oltre, ha chiesto un parere alla Soprintendenza e la risposta è stata chiara: «Serve un piano dei lavori», così gli uffici comunali hanno sospeso le operazioni. Ma qualcosa non torna e i consiglieri tutti, maggioranza e opposizione, hanno espresso perplessità a partire dal perché di quella richiesta di analisi alla Ambiente srl nella cui relazione si legge che «i terreni prelevati saranno oggetto di movimentazione per permettere il posizionamento di nuove cabine».

«Dovrebbero arretrare le cabine di parecchi metri per spostarle dove erano le dune, difficile credere che l'operazione sia stata fatta per quel motivo», ha dichiarato Cavazzuti. Molti consiglieri ipotizzano la realizzazione una piscina, ma progetti di urbanistica non ce ne sono. E poi «se è vero che quei rifiuti risalgono a decine di anni fa perché nessuno se ne è mai accorto?» chiede Luana Mencarelli del M5S. Il dubbio resta anche sui vincoli di quell'area: lì si può intervenire oppure non si può toccare neppure un granello di sabbia? «Anni fa - ricorda Giorgio Raffi, Pd - si vietò una divisione di quello stabilimento per la presenza della macchia mediterranea».

Benedetta Bianchi

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