La manifestazione
Parametri sforati, i laboratori del Noa ancora inutilizzabili
La produzione dei medicinali avrebbe dovuto trasferirsi da Carrara 15 mesi fa. Dalla Asl contestazioni ai costruttori
CARRARA. Avrebbe dovuto aprire i battenti 15 mesi fa, insieme al resto dei reparti dell’Ospedale delle Apuane e invece non è ancora entrato in funzione, a causa di un problema tecnico che ha già spinto l’azienda sanitaria Usl Toscana Nord-Ovest a inviare alcune lettere di contestazione al concessionario, ovvero il gruppo di ditte che ha costruito l’Ospedale (Astaldi, Impresa Pizzarotti e Techint Engineering&Construction).
Stiamo parlando del laboratorio farmaceutico dell’Ospedale delle Apuane, una struttura nuova di zecca, costata 20mila euro e destinata alla preparazione di alcuni medicinali che vengono somministrati ai pazienti del noscomio e non solo. Ormai da tempo, alcuni di questi farmaci “assemblati” sul nostro territorio, vengono “esportati” presso altre aziende sanitarie, come ad esempio le cartine di cannabis terapeutica somministrate ai malati sottoposti a chemio, radio o terapie anti-Hiv e usate anche come trattamento palliativo.
La sede storica del laboratorio è a Carrara, nella palazzina adiacente il Monoblocco dove hanno sede la Farmacia ospedaliera e quella territoriale, in una struttura che risponde al dottor Giuseppe Taurino, già dirigente del dipartimento del farmaco di Asl1 promosso lo scorso giugno dirigente di Area vasta. Con l’apertura del Noa, il 15 novembre 2015, Taurino, il suo staff e i laboratori avrebbero dovuto essere trasferiti su viale Mattei, in tre locali costruiti ex novo mentre la palazzina di Carrara avrebbe dovuto essere messa a completa disposizione della Farmaceutica Territoriale, già presente in quella sede (un vano del Laboratorio di Galenica non sterile, dovrà comunque rimanere intatto, per legge).
E invece a causa di un problema tecnico, a oltre un anno dall’apertura del Noa, i farmaci vengono ancora prodotti a Carrara. A spiegare il perchè è la stessa azienda sanitaria: «I Laboratori Farmaceutici devono rispondere a specifici requisitinormativi: uno di essi è rappresentato dalla classificazione degli ambienti sulla base della presenza di elementi particellari con specifiche dimensione e specifica numerosità. Nel caso dei laboratori di viale Mattei, è stato verificato che uno dei tre ambienti, presenta alcune criticità in merito ai parametri rilevati da un’apposita ditta specializzata nel settore».
In pratica, in uno dei tre laboratori del Noa è stata riscontrata la presenza di elementi che potrebbero inficiare i processi produttivi e compromettere le preparazioni: un problema non da poco visto che, secondo quanto riferisce la stessa azienda, nel laboratorio in questione avrebbero dovuto essere allestiti i farmaci oncologici, che peraltro hanno costi di produzione importanti. Ma cosa sta facendo l’azienda per risolvere il problema? «Siamo in attesa del documento di riscontro del concessionario, la consegna dovrebbe avvenire nei prossimi giorni, per poi procedere con il collaudo della struttura e la conferma dell'idoneità». Come a dire che costruttore e Asl stanno confrontando i dati per verificare se rientrino o meno nei parametri e in caso positivo procedere all’apertura dei laboratori. Intanto però l’azienda ha fatto partire «diverse lettere di contestazione» anche se a oggi non ci sono contenziosi legali aperti. Ma quanto si dovrà attendere, ancora, per l’attivazione dei laboratori di viale Mattei? «L'entrata in funzione è legata all'esito della valutazione in corso» replicano dall’Azienda come a dire che al momento nessuno è in grado di fare previsioni.
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