Il Tirreno

«Fiducia nella giustizia, ma ora riesame»

«Fiducia nella giustizia, ma ora riesame»

Gli avvocati dei militari pronti a contestare i sequestri effettuati martedì all’alba. Nessuno è stato sospeso dal servizio

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MASSA CARRARA. «C’è costernazione tra i carabinieri indagati dalla procura di Massa Carrara per le gravi contestazioni mosse dalla procura nei loro confronti. Hanno la massima fiducia nella magistratura, ma noi legali stiamo valutando di presentare un’istanza di riesame per i sequestri effettuati dalla polizia giudiziaria all’alba di martedì». A parlare è l’avvocato Roberto Valettini, difensore, insieme al collega Gianpaolo Carabelli, di almeno una dozzina dei militari finiti nel registro degli indagati. L’altra sera erano nello studio di Valettini e hanno ribadito la loro estraneità ai fatti che gli vengono addebitati, poi alcuni di loro sono andati a lavorare. Perché nessuno è stato sospeso dall’Arma, visto che allo stato le accuse non sono circostanziate. «Uno di loro mi ha espresso forti difficoltà psicologiche nel fermare la gente per fare i soliti controlli, visto quello che è uscito sui giornali», continua Valettini.

L’avvocato, insieme agli altri colleghi, sta valutando di ricorrere al riesame. L’istanza deve essere presentata entro venerdì della prossima settimana, ma con tutta probabilità questo è un passo che verrà fatto prima. L’obiettivo delle difese è quello di ottenere la nullità delle risultanze dei sequestri. Mentre l’accusa - il procuratore capo Aldo Giubilaro e il sostituto Alessia Iacopini - dall’acquisizione dei fascicoli e del materiale informatico (tablet e notebook) spera di ottenere le conferme di quelle per il momento sono soltanto supposizioni investigative. Insomma, quella che si giocherà sarà una partita importante. Anche se i carabinieri delle caserme coinvolte - Pontremoli, Aulla, Licciana Nardi e Albiano Magra - sono pronti a rispondere punto su punto per chiarire le loro posizioni. Soprattutto su quello che viene ritenuto l’episodio dal quale poi è nata l’indagine: il pestaggio del cittadino marocchino portato in caserma dopo un controllo anti droga. L'extracomunitario forse era in possesso di una modica quantità di stupefacente (ma non c’è certezza in questo) e non era stato, diciamo così, collaborativo con la pattuglia e per questo portato in caserma. Lì, secondo l’accusa, è stato picchiato. A suo dire selvaggiamente, secondo il verbale invece si era procurato da solo delle contusioni guaribili in cinque giorni. Le lesioni sarebbero state ben più gravi, però. Ma nascoste con un artificio da chi ha steso il rapporto e poi lo ha firmato. Ecco perché viene contestato il falso. Una modalità ripetuta altre volte, alcune come chiarisce il procuratore capo. Mentre sulla violenza usata su una prostituta il quadro per ora è ancora poco chiaro, allo stato delle cose almeno. Bisognerà vedere gli atti, quando saranno a disposizione anche degli indagati. Pare che alcune intercettazioni siano eloquenti, con dialoghi tra i commilitoni che proverebbero i trattamenti energici. Ma fino a che non si leggono le trascrizioni si resta nel campo delle supposizioni. L’unica certezza è che i carabinieri continuano a lavorare per garantire la sicurezza anche a Pontremoli, Aulla, Licciana NArdi e Albiano MAgra.

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