Il Tirreno

Al Volpigliano bottiglie di plastica e rubinetti chiusi

di Libero Red Dolce

Sopralluogo della commissione lavori pubblici nell’edificio L’acqua è potabile ma non si possono riempire le brocche

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MASSA. Un’emergenza è una serie di piccoli problemi che si sono trascurati. Con questa idea in mente Simone Ortori, presidente della commissione Lavori pubblici, mobilità e traffico sta svolgendo una serie di sopralluoghi nelle scuole massesi. L’altro giorno è toccato alla Volpigliano, dell’istituto comprensivo Galilei. Sono emersi dei problemi sul giardino, l’ingresso pedonale e l’acqua potabile. Nessuna emergenza, dunque, ma piccoli importanti aggiustamenti da fare.

«C’è una sfaldatura tra quello che dicono i tecnici comunali – racconta Ortori –e quello che vedi andando nelle scuole. Non ho visto situazioni drammatiche, ma strutture con tanti piccoli problemi che non hanno bisogno di grandi opere ma di interventi minimi. ».

La scuola all’interno è ben tenuta, un plesso con circa 100 studenti. Una di quelle nello stato migliore di forma in città. Eppure allo stato attuale il bel giardino della scuola non è accessibile ai suoi piccoli frequentatori.

Il presidente del consiglio d’istituto, Nicola Cencetti, spiega che di recente sono stati fatti alcuni interventi per tagliare i rami del giardino e che i rami caduti hanno danneggiato parte dei muretti. «Niente di che, ma i bambini potrebbero tagliarsi con le schegge e le parti affilate che sono venute fuori. Ancor di più servirebbe ripianare il piano del giardino, con un dislivello e pieno di buche. Cisì i bambini non possono frequentarlo, ma è una perdita».

Il problema più significativo è sull’acqua. Più che un problema, come racconta Cencetti, un caso di cattiva organizzazione. Perché nonostante il comune spinga per l’utilizzo dell’acqua potabile dai rubinetti, al Volpigliano arriva l’acqua Evam. «Non ci sono i rubinetti, si dice, se non quelli del bagno. Nel sopralluogo abbiamo mostrato come esiste una rimessa, utilizzata a magazzino dalla Gazzoli che si occupa della mensa. Lì ci sono dei rubinetti, si potrebbero mettere in funzione e prendere l’acqua. Lo stesso dicasi per un bagno chiuso nel piano del refettorio, con cinque postazioni non utilizzate. C’è una perdita ed è off limits. Sarebbe utile invece, in particolare durante l’ora della mensa quando molti bambini chiedono l’uso dei servizi. Basta poco, ma per ora resta chiuso». Sui bus invece un discorso più articolato, perché l’ingresso coincide con quello dei pedoni e andrebbe spostato per evitare rischi e caos. Ma lì occorre un lavoro più apporfondito.

Per lavorare sulle sbavature, su quel che tempo e cose hanno usurato Ortori lancia una proposta. Che sarebbe limitata ai lavori minori, quelli che spesso vengono ignorati ma che poi si accumulano o peggiorano fino a creare situazioni di disagio reale. «L’ordinaria manutenzione delle scuole, se ci fosse la volontà di coinvolgere piccoli soggetti, persino i genitori che spesso sono idraulici e operai, magari piccole imprese edili. Ci sarebbe da fare un regolamento, chiaramente chi lavora non lo farebbe a perdere, ma l’incentivo di mettere a posto la scuola dei figli sarebbe di per sé forte. E in più c’è la pubblicità», suggerisce Ortori.

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