Il dolore
A lezione di moda e creatività con il sarto dei big
Il maestro Antonio Liverano ospite dell’istituto Einaudi: «La ricetta del successo: passione, volontà e sacrificio»
CARRARA. Passione, volontà, sacrificio e cuore, tanto cuore. Questa la formula magica alla base del successo dello stilista Antonio Liverano, il padre della giacca fiorentina a capo di una delle sartorie maschili più prestigiose al mondo, quella di via dei Fossi a Firenze. Il maestro ha rivelato la formula del suo successo ad un gruppo di sarte apprendiste, vale a dire le studentesse del nuovo corso di sartoria dell'istituto Einaudi. Liverano completo gessato e panciotto, che da poco ha anche aperto un atelier in via Felice Cavallotti, ieri mattina era ospite della scuola. Un incontro informale con le studentesse, dove, tra domande e risposte è emerso il profilo di un uomo di altri tempi, semplice ma determinato, un sognatore che da solo ha saputo trasformare la sua passione in un marchio di grande successo. Una nuova materia di studio il "corso di produzione tessili e moda", che l'Einaudi mette in programma come ulteriore chance lavorativa per il futuro dei suoi studenti. Due le insegnanti di riferimento: Sara Devoti e Francesca Gianfranchi; le classi che aderiscono invece sono la 1 moda, la 3 e 4 turistico. Un percorso in cui la scuola crede e in cui si sta impegnando, che ha convinto il maestro Liverano a far visita alle studentesse per dargli due "dritte" su come approcciarsi al mondo della moda. E nessuno meglio del maestro sartoriale apprezzato in tutto il mondo, anche e soprattutto nel paese del Sol Levante, poteva raccontare la passione per le stoffe e la cura maniacale con cui vengono confezionati i suoi abiti. Lui, che fin da bambino ha frequentato le più importanti botteghe fiorentine, lui che a 18 anni confezionò il suo primo abito "rigirando" un vestito per avere in cambio un orologio da polso. Un'operazione molto particolare assicura Liverano "molto più difficile di farne uno nuovo". L'incontro è stata anche l'occasione per donare allo stilista una targa marmorea, un segno tangibile della riconoscenza della scuola all'attenzione e all'impegno che lo stilista gli sta dedicando. Oltre alle studentesse e qualche studente, c'erano il vicepreside Ferdinando Vannucci, la professoressa di matematica Claudia Moizo e Donatella Ciuffolini dell'Ufficio scolastico regionale. Un incontro di circa un'ora dove Liverano ha parlato di sé e della sua storia, di come cerchi di trasmettere la sua passione al suo staff e di come sia avvenuto l'incontro con Takahiro Osaki, per tutti Taka, colui che ha fatto del marchio Liverano una ragione di vita. E lui che sceglie le stoffe e consiglia tagli e tendenze, pur non sapendo cucire. «Il nostro - ha spiegato il maestro - è un mestiere che sconfina con l'arte. Siamo creativi. C'è chi arriva prima, chi dopo, chi ancora dopo, l'importante è arrivare. Ma per arrivare servono passione, volontà, sacrificio e tanto cuore. Senza questi presupposti non si arriva da nessuna parte». Per quanto riguarda il suo stile evergreen ha detto: «resto sempre classico ma è necessario stare al passo con i tempi». E tra i clienti ci sono anche quelli "indesiderati" come i calciatori o i vip in generale «questi - ha detto Liverani - vogliono sempre vestirsi gratis e non va bene perché io i dipendenti li pago». Infine un passaggio sull'atelier di Marina di Carrara: «Mi sono meravigliato della lentezza che contraddistingue questa zona - ha detto - per avere l'allaccio del telefono sono serviti due mesi, altri due per l'energia elettrica. Da noi a Firenze fai una telefonata e ti allacciano tutto dopo un giorno. Ma aprire questo negozio è sempre stato un chiodo fisso, fin da quando ero ragazzo».
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