Sicurezza
Ok della Provincia, riapre la ditta Costa
Già da oggi l’attività può ripartire, la soddisfazione della Cisl: abbiamo vinto una lunga battaglia
AULLA. A 7 mesi dal rogo di domenica 31 luglio, può ripartire la ditta Costa. Ieri la Provincia ha dato il nulla osta alla ripresa dell'attività dell'azienda che lavora rifiuti, essendo stati superati i paletti che erano stati posti da Gaia, la società che gestisce gli acquedotti della Lunigiana. Quindi, l'impresa guidata dall'imprenditore spezzino Mauro Costa può, già da oggi, riprendere le lavorazioni nel capannone non distrutto dal fuoco. Comprensibile la soddisfazione del segretario del presidio Fit Cisl Massa Carrara Toscana Nord, Luca Mannini, e della coordinatrice igiene ambientale Fit Toscana Nord, Linda Donati: «Finalmente si riparte – dicono insieme – . Alla fine ha prevalso la ragione e si sono mantenuti sul nostro territorio 40 posti di lavoro e si è trattenuto un imprenditore disposto ad investire e ad aumentare l'offerta di lavoro. Una lunga battaglia sofferta quella che ha portato avanti la Cisl in questi anni. Una battaglia portata avanti da soli, ma con la consapevolezza di avere la fiducia di tutti i lavoratori, i quali hanno sempre creduto in noi e nel nostro operato. Una battaglia in totale sinergia con l'azienda, che dimostra quanto il sindacato può essere costruttivo e di aiuto alle imprese e non di ostacolo. Gli ultimi mesi sono stati difficilissimi. Manifestazioni, sit-In, incontri istituzionali, ammortizzatori sociali, ma, soprattutto, le riunioni con i dipendenti, dove è stato essenziale imprimere loro fiducia e speranza per il futuro. Alla fine ce l'abbiamo fatta. Naturalmente con oggi si conclude solo la prima fase, ovvero quella della riapertura dello stabilimento, ma adesso inizia la seconda fase che sarà quella di portare a termine la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, ferma da sette anni, ed ottenere un'autorizzazione pluriennale che permetterà all'azienda Costa Mauro di poter fare programmazione ed investimenti costanti».
Gianluca Uberti
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