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Il dubbio di Barani «Male se tutto vero, grave se è un errore»

Il dubbio di Barani «Male se tutto vero, grave se è un errore»

AULLA. Sindaco per quattordici anni ad Aulla, per cinque a Villafranca. «Più craxiano di Craxi» e primo a erigere una statua al leader socialista, che ora troneggia nell’omonima piazza. Ne ha viste...

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AULLA. Sindaco per quattordici anni ad Aulla, per cinque a Villafranca. «Più craxiano di Craxi» e primo a erigere una statua al leader socialista, che ora troneggia nell’omonima piazza. Ne ha viste tante, eppure il senatore Lucio Barani, raggiunto telefonicamente a Roma dove è capogruppo di Ala (Alleanza Liberalpopolare-Autonomie), esprime stupore quando gli chiediamo di commentare l’inchiesta che vede coinvolti una ventina di militari nella sua Lunigiana.

«La considero una seconda alluvione, mi ha sorpreso – spiega –, non me l’aspettavo. Mi hanno avvisato alcuni miei collaboratori la mattina che stavano facendo le perquisizioni. È una novità assoluta italiana, la nostra procura ha una nuova medaglia. Non ho memoria di perquisizioni fatte in una caserma dei carabinieri. È una notizia inquietante, perché una perquisizione in una caserma dei carabinieri è qualcosa che lascia abbastanza stupefatti».

Guarda indietro Barani, ai carabinieri che con i loro comandi segnalavano la presenza nello Stato fin nei suoi più remoti possedimenti. «I carabinieri sono un punto di riferimento per la cultura contadina e paesana. Al pari del parroco e il farmacista. Sono dei pilastri, se si facesse un sondaggio nella popolazione di cultura popolare tutti direbbero che hanno fiducia nel carabiniere della propria città. Quando qualcuno ha un problema chiama un carabiniere, è come un figlio che chiama la mamma o il papà».

«Mi dicono che i capi d’imputazione sono di una certa entità. Per la mia comunità è uno scossone molto forte, ma se si è deciso di prendere un provvedimento così importante immagino che la procura avrà delle carte in mano per procedere. Mi auguro che i presupposti ci siano: io sono un garantista, anche se ovviamente sono convinto e sicuro che tutto si chiarirà. Non posso pensare che i carabinieri che vegliano sui miei concittadini, familiari e amici abbiano commesso i reati per cui sono indagati. Nessuno vuol credere che le persone che conoscono, che vedono tutti i giorni, abbiano commesso quei tipi di reati che vengono contestati. Che vanno dal sequestro di persona alle violenze. Roba da non credere».

Rimane però la curiosità per conoscere gli atti ufficiali della procura e l’ordinanza. «Il magistrato che ha le prove è giusto che vada fino in fondo, perché vanno tutelati i cittadini. Se hanno le prove e le hanno vagliate hanno fatto bene. Anche se io, conoscendoli tutti, ritengo che siano, dal maresciallo in giù, dei professionisti validi. Rimane il dubbio: se quel che dice la magistratura è vero, siamo di fronte a un fatto grave; se non è vero, e la magistratura si sbaglia, allora è grave comunque. Siamo tra l’incudine e il martello».(l.r.d.)

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