Attenzione
Il contributo è davvero volontario
La dirgente Menconi replica ai dubbi di un papà sul versamento di inizio anno: «Non è obbligatorio»
CARRARA. «Il pagamento del contributo è volontario»: parola di Marzia Menconi, dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo Buonarroti, che fa chiarezza sul tema del contributo volontario sollevato da un genitore di una delle sue scuole.
Nei giorni scorsi un papà di una bambina che entrerà alla scuola primaria dell'istituto comprensivo, la Buonarroti, aveva raccontato che ultimata l'iscrizione, dalla segreteria, in più occasioni, gli era stata la documentazione di questo pagamento di 25 euro. E allora, in estrema sintesi, visto che parliamo di scuola dell'obbligo, si chiedeva se questo pagamento fosse volontario oppure no. «Chiamate le cose con il loro nome», aveva detto infatti il genitore sollevando sospetti sulla “volontarietà” della quota. Per rispondere a lui, ma anche tutti gli altri genitori con il medesimo dubbio, è intervenuta direttamente la dirigente scolastica della scuola in questione. «Questi 25 euro - spiega la dirigente Marzia Menconi - sono la cifra per la scuola primaria media ed elementare. Poco meno di 5 euro sono destinati all'assicurazione. Il resto invece è per l'ampliamento dell'attività formativa. Per ampliamento dell'attività formativa si intendono progetti vari, dai potenziamenti, allo studio delle lingue, fino allo sport, materiale e altro».
Una risorsa, quindi, questi soldi in tempi non propriamente facili per le scuole pubbliche. «Il pagamento - prosegue Marzia Menconi - è volontario, chi può li versa, altrimenti no, nessuno è obbligato. Tutti i bambini poi possono fare qualsiasi attività, a prescindere dal pagamento».
«Mi meraviglia - puntualizza infine la dirigente scolastica - questa polemica nata per una cifra volontaria destinata alla scuola, quando i bambini hanno lo smartphone».
Il pagamento, quindi, è volontario: chi può dà i 25 euro, altrimenti no. Una piccola parte (quasi 5 euro) di questi soldi viene destinata all'assicurazione, mentre la fetta restante più cospicua viene adoperata per l'offerta formativa, dal materiale a vari progetti.
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