Proteste
Regolamento urbanistico Esame a “pacchetti” per le 1.621 osservazioni
Le richieste dei cittadini saranno divise per temi e aree Ancora discussioni in commissione. I 5 Stelle col sindaco
MASSA. «Ad ascoltare i tecnici in commissione urbanistica, mi sento di parafrasare Louisa May Alcott: Piccoli palazzinari crescono»: questo è il commento di Nicola Cavazzuti, consigliere di Rifondazione Comunista, affidato alla sua pagina Facebook, poco dopo la chiusura della commissione urbanistica dedicata alle osservazioni del Regolamento Urbanistico.
Non è difficile capire il clima in cui si sta svolgendo la discussione sulle osservazioni al Regolamento urbanistico che sono 1.621. Singoli cittadini, ordini professionali, associazioni interessati alla pianificazione urbanistica della città che hanno chiesto al Comune, attraverso le loro osservazioni, di intervenire nel progetto. La materia urbanistica è delicata, complicata e definita da iter precisi: il Regolamento è già certezza, la sua filosofia non cambierà con le 1.600 osservazioni, l'impianto è definito, è stato deciso con la sua adozione, votata dal consiglio comunale. La popolazione ha avuto il suo tempo per scrivere le osservazioni e queste sono state esaminate dagli uffici comunali. Ora tocca alla commissione urbanistica mettere la testa sulle osservazioni, per analizzare prima di arrivare in consiglio comunale, dove dovranno essere votate una per una.
Il documento che abbiamo anticipato sul nostro giornale, altro non era che l'indicazione con cui l'amministrazione comunale voleva venissero visionate le osservazioni in commissione urbanistica, ovvero divise in macro aree, per tematiche: il rafforzamento delle possibilità di recupero dell'esistente, i cambi di destinazione d'uso, gli alberghi, gli interventi nella Zona industriale, le aree Pime e Pie (a rischio idraulico), i campeggi, le colonie, per citarne solo alcune.
Nel documento, però, si intuiscono alcuni cambiamenti di passo, virgole è vero, ma che possono spostare interessi economici importanti. Si allargano le maglie sugli interventi di frazionamento, addizione volumetrica, accorpamento di volumetrie e sopraelevazione dove prima non erano ammessi; possibile anche "il mutamento della destinazione d'uso da artigianale, commerciale, direzionale a residenziale". Ci si "ammorbidisce" su "interventi di recupero e ristrutturazione di edifici residenziali in area campeggi" e si parla di "maggiore flessibilità nel favorire il riuso del patrimonio alberghiero di piccole dimensioni".
Il sindaco ha prima presentato il documento al suo gruppo consiliare, poi lo ha portato in commissione, ieri mattina, assieme all'architetto Franco Lorenzani che, punto per punto, ha illustrato il metodo con cui l'amministrazione vorrebbe procedere.
«Questa è una ipotesi di lavoro- spiega il sindaco Alessandro Volpi che abbiamo proposto alla commissione. Pensiamo che sia opportuno procedere con pacchetti di osservazioni, per arrivare alla discussione puntuale, entrando nel merito, soltanto in consiglio comunale. Gli uffici, così come la giunta e il dirigente, sono d'accordo con questa impostazione. Se la commissione vorrà cambiarla siamo pronti a discutere». Il nodo sta qui: visionare osservazione per osservazione anche in commissione, oppure prenderle per buone a gruppi ed entrare nel merito soltanto in consiglio comunale, al momento della votazione? «Sono d'accordo con il metodo proposto dal sindaco- dichiara Riccardo Ricciardi dei 5 Stelle-; non c'è motivo di vedere in commissione 1600 osservazioni, se non per conoscere in anteprima i nomi e i cognomi di chi le ha presentate. A noi che non abbiamo interessi nel Ru questo non interessa. Vogliamo decidere sui temi».
«Le osservazioni ci andavano presentate prima- dice Stefano Caruso di Toscana Attiva- per farci avere un'idea di quello che andremo a votare. Abbiamo fatto richiesta agli uffici più di una volta, come commissione, ma non ci sono mai state consegnate. Non c'è alcuno spirito collaborativo, adesso ci presenteranno le osservazioni a gruppi e poi voteremo a scatola chiusa come al solito». Simone Ortori di Articolo Primo si dice « preoccupato" perché "valutare le osservazioni cambierà la fisionomia della città, e questa responsabilità non può averla l'architetto Lorenzani; c'è bisogno di un atto formale».
Il consigliere degli Arancioni Fabrizio Brizzi decide di non ritirare il documento presentato dal sindaco e assieme al consigliere Stefano Alberti del Pd si unisce alla richiesta di un atto formale della giunta con cui si metta al corrente la commissione della metodologia da seguire. «Il sindaco ci porta a spasso da mesi- dice – adesso faccia parlare le carte firmate, non i fogli volanti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google