Il Tirreno

Lettera a Rossi: con Grendi non si dorme

Lettera a Rossi: con Grendi non si dorme

L’appello di AmareMarina al governatore contro i disagi notturni (e non solo) causati dai traffici del nuovo operatore

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CARRARA. Dopo la catastrofe provocata dall'alluvione, a rovinare la vita dei residenti di Marina di Carrara sono arrivati i conteiner di Grendi: è questo in sintesi il cuore della lettera che l'associazione AmareMarina ha inviato al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi per lamentare l'impatto del nuovo operatore dello scalo apuano sulla qualità della vita dei cittadini.

«Da mesi i marinelli devono subire i rumori e i boati notturni, provenienti dal porto, che alle due di notte li fanno sobbalzare dai letti, mettendo a dura prova non solo il sistema nervoso delle persone ma anche la staticità degli edifici. Tutto ciò contribuisce notevolmente a rendere la qualità della vita di questi cittadini sempre più scarsa. Questi disagi - spiegano da AmareMarina - sono causati dal traffico dei traghetti Grendi che, con l'incuranza di antica memoria padronale, banchetta sulla testa dei residenti che non abitano, è bene precisare in una zona industriale, ma in zona residenziale».

Secondo l'associazione rappresentata da Dariella Piolanti e Carla Gianfranchi «i nostri amministratori non hanno minimamente tenuto conto dell'impatto ambientale dei nuovi traffici, prefigurando, forse, per il litorale un futuro di desolata landa!». E questo perchè, scrivono «nel vuoto assoluto di idee, da parte della politica locale, e non ancora sazi dei danni fatti a Marina, in totale spregio alla sicurezza che si deve a chi ha subito già tre alluvioni consecutive, si continua a proporre un waterfront, che nel suo primo lotto, quello relativo al ponte sul Carrione è privo di quelle rassicurazioni che avrebbe dovuto fornire, così come promesso dal Presidente della Autorità Portuale Francesco Messineo mentre attendiamo ancora una perizia che dimostri che il piazzale Città di Massa non è fonte di aggravio del rischio idraulico». Secondo l'associazione Marina «è ferita, umiliata dalla rappresentanza politica che di fronte ad una Autorità Portuale di Sistema incombente sugli spazi liberi di viale Da Verazzano è, stranamente, afona, tutta presa a seguire copioni individuali composti da superficialità e incompetenza».

Per questi motivi AmareMarina chiede direttamente al governatore Rossi la messa a punto di «perizie sulla pericolosità del piazzale città di Massa, e di farsi garante presso l'Autorità Portuale di Sistema che i piazzali siti sul viale Da Verrazzano non vengano usati per lo stoccaggio di container, ma che vengano degnamente riqualificati come richiesto dai cittadini nel processo partecipativo, finanziato dalla Regione Toscana,"Porto le mie idee"».

L'associazione sollecita il presidente ad "accogliere le nostre preoccupazioni e farsi interprete delle problematiche di questo territorio, perché anche Marina di Carrara è un lembo di Toscana!"

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