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scuola e polemiche

«Il contributo volontario? In realtà dev’essere pagato»

CARRARA. «L'iscrizione non è stata pagata» e mamma e papà cadono dalle nuvole e si chiedono: «ma la scuola dell'obbligo non è gratuita?». A porre la domanda è un papà alle prese con l'iscrizione...

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CARRARA. «L'iscrizione non è stata pagata» e mamma e papà cadono dalle nuvole e si chiedono: «ma la scuola dell'obbligo non è gratuita?». A porre la domanda è un papà alle prese con l'iscrizione della figlia a una scuola elementare di Marina di Carrara.

L'iscrizione, racconta il padre, va a buon fine, ma, sostanzialmente, ogni volta che c'è da sbrigare qualche pratica gli viene detto che l'iscrizione non è stata pagata.

Il punto è che non c'è nessun pagamento da fare o meglio, a non risultare pagato è un contributo volontario (quindi non obbligatorio) per la scuola, della cifra di 25 euro per chi si iscrive alla scuola elementare, come nel suo caso, per i prossimo anno scolastico, 2017-2018.

«Si paga ugualmente per l'amor del cielo - spiega - ma chiamate le cose con il loro nome. All'atto pratico non cambia nulla, non blocca niente questo pagamento. E' un contributo volontario di 25 euro per la scuola chiesto prima dell'iscrizione, quindi, come volontario, si può dare come no. Tanta gente invece non lo sa e corre a pagare subito questo contributo scambiandolo per una tassa d'iscrizione vera e propria, che per la scuola dell'obbligo mica è prevista». Questione di modi, per il genitore, che contribuirebbero a non far chiarezza sul pagamento di questi 25 euro.

«Non si può - continua il papà - ogni volta che ci si presenta alla segreteria sentirsi chiedere di ricevute dell'avvenuto pagamento di una cosa che è volontaria. "Dal vivo" da contributo volontario è diventato un'iscrizione». «Tra l'altro - osserva - sono ben felice di dare un contributo destinato alla scuola pubblica per l'istruzione di mia figlia».

Nel frattempo una risposta alla richiesta del genitore arriva da Fiorella Fambrini, vicesindaco del Comune di Carrara con delega alle politiche educative e scolastiche, che prova a far maggior chiarezza sull'episodio. «Non conosco - puntualizza Fiorella Fambrini - le situazioni dall'esterno, il contributo volontario comunque varia a seconda dal grado della scuola ed è destinato in parte all'ampliamento dell'offerta formativa, in cui rientrano molte cose e varie attività ovviamente, e in parte anche all'assicurazione». «Il genitore comunque vada a scuola dalla dirigente scolastica per chiedere tutte le informazioni possibili», ha concluso infine l'assessore.

Luca Barbieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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