Italia
E la Turimar rischia di rimanere chiusa
Sito non raggiungibile e prenotazioni bloccate, si perdono 70 camere. «Decidiamo a giorni cosa fare»
MASSA. A chi ha cuore il turismo in città basterà fare un paio di conti per avvertire una certa depressione per l'estate in arrivo: 65 camere perse con la chiusura di Casa Faci e altre 70 che rischiano di prendere la polvere all'ostello Turimar. La proprietà da anni lavorava a regime ridotto e quest'anno esiste il rischio concreto che non apra del tutto.
Sul motore di ricerca digiti "Turimar", il collegamento al sito è il primo dei risultati ma il server carica una pagina bianca. Se chiami non è possibile prenotare. Siamo partiti da qui e da qualche telefonata a vuoto alla segreteria per constatare quella che potrebbe essere la novità paradossale della stagione turistica che verrà: dopo un anno, il 2016, descritto da amministrazione e operatori come positivo, le località simbolo del turismo a Marina di Massa chiudono in serie.
«Stiamo valutando in questi giorni se aprire o meno -, conferma Teresa Pardini di Turimar - noi l'apertura ce l'avremmo annuale, anche se nel periodo invernale siamo a regime ridotto. Vedremo se ci converrà fare la stagione estiva, quando la struttura ha maggior lavoro. Non stiamo prendendo per adesso prenotazioni estive».
Dunque se la decisione sarà positiva arriverà in pochi giorni. «Nel giro di 10 o 15 giorni avremo una posizione, perché a quel punto cominciamo a prendere le prenotazioni estive che cominciano adesso. Sarà sciolto nel più breve tempo possibile».
Ad aspettare questa notizia non sono chiaramente soltanto turisti e operatori. La Turimar nel periodo estivo arriva a occupare 13 o 14 operatori, che ovviamente sono in apprensione nell'attesa di sapere come andrà a finire. Pur lavorando a regime minimo, per la volontà conservativa che fin qui ha animato la proprietà, disposta a ridurre con fatica piuttosto che chiudere. Negli ultimi anni non è stata aperta tutta la struttura ma solo una parte, anche per le norme da rispettare sulla sicurezza. La parte dell'ostello e della colonia Torino centrale è rimasta chiusa.
«Il problema sta nel fatto che è una struttura da riqualificare - lamenta Pardini - e stiamo aspettando da anni che esca il Regolamento urbanistico. In questi anni abbiamo fatto degli sforzi consistenti per tenere aperta la struttura. Sul lungomare di ponente, se si pensa alla desolazione e all'abbandono in cui versa quella parte, almeno la Turimar era ancora viva. Dal punto di vista economico lavorare in queste condizioni non dà dei ritorni consistenti. La volontà dei soci è stata sempre di mantenere la struttura operativa, perché vogliamo stare sul territorio».
Quest'anno la situazione è più preoccupante. I soci, stanchi del protrarsi delle lungaggini sull'approvazione del regolamento urbanistico, cominciano a essere stanchi. «Dicono che stia arrivando alla fine, ma c’è bisogno di fare un progetto globale su impianti e sicurezza. E non un pezzettino alla volta. Il regolamento lo aspettiamo da anni e dovrebbe darci un indirizzo. Altrimenti il rischio chiusura c’è», conclude Pardini. (l.r.d.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google