Il Tirreno

Legalità alle cave, firmato l’accordo

Legalità alle cave, firmato l’accordo

Previsti 800 controlli dell’Asl nelle aziende per tutto il 2017, 400 nei laboratori. La task force già in azione

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CARRARA. «Un punto di svolta, tappa di arrivo di un lavoro fatto in dialogo stretto tra la regione Toscana, le procure generali presso le corti di appello di Firenze e Genova, le procure di Massa e Lucca e il comando regione carabinieri forestale». Così il presidente della Regione Enrico Rossi ha presentato il protocollo pluriennale che è stato firmato ieri nella sede di piazza Duomo «per la salvaguardia della legalità e la promozione dello sviluppo sostenibile dell'attività estrattiva nel distretto apuoversiliese». Con Rossi hanno apposto la loro firma i procuratori generali delle repubblica Marcello Viola (procura generale presso corte di appello di Firenze), Valeria Fazio (procura generale presso corte di appello di Genova), Aldo Giubilaro (procura generale presso Tribunale di Massa), Pietro Suchan (procura della Repubblica presso Tribunale di Lucca) e il generale Giuseppe Vadalà (comando Regione carabinieri forestale "Toscana").

«Bisogna farla la svolta – così Rossi - altrimenti la straordinaria ricchezza che sono le Apuane, uniche al mondo storicamente e così importanti per la regione e per la nostra identità, ma anche per il lavoro rischiamo di perderla. Dobbiamo ritrovare il punto di equilibrio tra questa ricchezza, la sua ridistribuzione, l'impatto ambientale che deve essere regolato e la tutela della sicurezza e salute dei lavoratori che è un valore assoluto. Non è facile, però con questo accordo sono state poste le basi – ha proseguito - Rendiconteremo ogni 6 mesi quello che verrà fatto e andremo nei territori a confrontarci. Tutto ciò che ci siamo prefissi non potrà però avvenire senza il coinvolgimento delle forze sociali del territorio, imprenditori, lavoratori, istituzioni locali. Il nostro obiettivo è di "regolare", sul modello di quanto fatto per Prato, facendo chiudere i dormitori e mettendo in sicurezza i laboratori cinesi del macrolotto e dell'area fiorentina con risultati importanti. Ci stiamo riuscendo. E sono convinto che questo modello potrebbe venire adottato con successo anche a livello nazionale sul fronte della evasione fiscale».

«Escavazione più sostenibile e più sicura». «L'attività di escavazione può e deve continuare, ma in maniera più sostenibile e più sicura. Non possiamo più permetterci le incidentalità e i problemi gravi per la salute che hanno segnato questi anni. Con la partecipazione delle forze sociali del territorio riusciremo a fare un passo avanti a livello anche occupazionale. Anche il rispetto dell'ambiente può produrre occupazione ed essere un valore aggiunto. In sostanza - ha concluso Rossi - è la repubblica che intervenire. Sono convinto che la soluzione del problema cave dalla base che oggi abbiamo formalizzato possa imboccare la strada giusta a vantaggio di tutti».

Da parte di tutti procuratori è stato espresso forte apprezzamento per il lavoro del presidente Rossi che «si è fatto carico in termini concreti, con la collaborazione efficace del direttore generale Antonio Davide Barretta, di affrontare la situazione estrattiva». Grazie alla sinergia tra istituzioni firmatarie dell'accordo sarà possibile ripristinare "a monte" la legalità e la difesa ambientale, a vantaggio del bene comune e della collettività. «Qui non si vuole "penalizzare o criminalizzare nessuno – ha sintetizzato Aldo Giubilaro – ma quella che è l'attivita encomiabilissima di natura imprenditoriale deve tener conto dei normali limiti del rispetto della legalità. Lo sviluppo è tanto è più efficace e utile e remunerativo, quanto più è legato a norme di correttezza. E' quanto il protocollo intende attuare per superare i momenti di criticità».

Le attività previste. Queste le prime indicazioni per le attività del 2017: da parte della Asl nord-ovest previste circa 800 visite di controllo in cava (settore lapideo) per una media di 6/7 accessi per cava (cave controllate annualmente circa 140); oltre 400 controlli per una media di 1/2 accessi per laboratorio (laboratori controllati annualmente oltre 200). Anche Arpat aumenta le azioni di controllo – 60 cave controllate, ma con numero di accessi molto superiori - puntando in primo luogo alla verifica della gestione delle acque di lavorazione e dei rifiuti di estrazione principali, con particolare riferimento alla "marmettola", oltre ai materiali prodotti nella manutenzione di mezzi e macchine. Grande attenzione sarà posta anche sugli aspetti della difesa del suolo, focalizzandosi sulla ricostruzione del reticolo idraulico, con oltre ottanta controlli affidati al personale del settore genio civile Toscana Nord ed al personale del nucleo forestale dei carabinieri. Centinaia di verifiche punteranno poi sulla rispondenza tra l'utilizzo delle cave e le autorizzazioni rilasciate.

In collaborazione con l'università di Firenze, Dipartimento di Scienze della Terra, priorità anche all'attività di monitoraggio della stabilità dei versanti con particolare riferimento ai ravaneti. Qui è già attivo il sistema di monitoraggio radar satellitare, la stessa tecnologia usata anche per la Concordia. Ogni 12 giorni sarà aggiornato il monitoraggio. E l'analisi del materiale scavato dovrà dare indicazioni anche sulle quantità sostenibili.

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