Toscana
Addio ad Attilio, ex operaio Eaton e lottatore con il sorriso
Scomparso dopo una lotta contro il male che lo ha colpito. Lascia la moglie e tre figlie. Fino alla fine al fianco dei colleghi
MASSA. Non ce l’ha fatta Attilio Tornaboni, purtroppo il brutto male che lo aveva colpito ha avuto la meglio. E lui si è dovuto arrendere. Non senza aver lottato, come sempre nella sua vita. Negli ultimi anni la sua vita era stata tormentata dalla vicenda lavorativa della Eaton, azienda dove lavorava che quando chiuse lo stabilimento di Massa lo mise alla porta insieme a tanti altri colleghi. Attilio non si perse d’animo e cominciò a lottare nella consapevolezza di un percorso duro e difficile, spendendosi con l’entusiasmo di chi ha affrontato tutta la vita con il sorriso sulle labbra. E così lo ricordano in tanti: un uomo sorridente pur tra le mille tribolazioni che il destino impietoso gli aveva messo davanti.
Negli anni passati alla Eaton si era costruito con merito fama di lavoratore capace e competente, svolgendo le mansioni di manutentore. Non era uno che si tirava indietro.
E lo ha dimostrato quando la Eaton ha chiuso i battenti e per 70 lavoratori è cominciata la sfida più difficile. Quella della cassa integrazione e la paura della disoccupazione dopo una vita di lavoro. E soprattutto la lunga e difficile vertenza con la Eaton. Battaglia che Attilio decise di combattere in prima fila, da delegato della Fiom. E proprio i suoi compagni di sindacato lo ricordano con affetto: «Siamo molto colpiti – dice il segretario generali Paolo Gozzani – era un ragazzo dal cuore d’oro. Siamo vicini alla famiglia».
Il licenziamento arrivò in 3 giorni, senza preavvisi. E la battaglia fu dura con gli operai che scesero in piazza decine di volte, le proteste legandosi ai cancelli della fabbrica e l’occuoazione dell’autostrada. E i tentativi di coinvolgere le autorità a ogni livello, ricevendo promesse ma non ottenendo poi granchè.
Dunque gli anni a seguire il tira e molla della vertenza, con l’insediamento di Iglom nell’area che fu della Eaton e la promessa dell’assunzione dei 70 impiegati rimasti senza lavoro. Assunzioni promesse ma poi mantenute solo in parte. Attilio in quei casi era sempre in prima fila. A ogni incontro, a ogni manifestazione c’era da stare certi che lui ci sarebbe stato.
Un peso difficile che Attilio portò con la leggerezza di chi aveva deciso di non maledire la sorte, ma solo di non farsi piegare. E non l’aveva fermato nemmeno l’infarto che lo colpì qualche tempo dopo il licenziamento.
Attilio, 55 anni, lascia le amatissime tre figlie e la moglie. Il funerale si è svolto lunedì 30 .(l.r.d.)
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