Il Tirreno

Pronto Soccorso, mancano 3 Oss

Pronto Soccorso, mancano 3 Oss

La Uil denuncia la carenza di personale: «Previsti da una delibera della Regione»

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MASSA. Serve qualcuno che sappia fare da cinghia di trasmissione tra i parenti dei malati e quello che accade dentro il Pronto Soccorso. L’esigenza è reale per i sindacati e contribuirebbe prima di tutto a snellire alcune attese e mettere al servizio di pazienti e cittadini un gruppo di persone qualificato.

«La Asl deve smettere di fare orecchie da mercante. Per alleggerire i carichi di lavoro e decongestionare il Pronto soccorso la soluzione è già stata prevista dalla Regione Toscana nella delibera di giunta numero 601 del 2009: utilizzare gli Operatori socio sanitari per l'accoglienza». Così ha replicato Claudio Salvadori, segretario provinciale Uil Fpl Massa Carrara, a quanto sostenuto dalla direttrice del dipartimento infermieristico di area vasta, Chiara Pini: «La dottoressa Pini sostiene che stanno risolvendo le criticità all'accoglienza con il sostegno dei volontari, scavalcando quanto previsto dall'atto di giunta - incalza Salvadori -: in pianta organica nell'Asl ci devono essere tre Oss dedicati all'accoglienza, quindi diciamo no a ogni altra ipotesi che non sia quella prevista dalla Regione. Ci domandiamo poi quando abbia potuto prendere atto di un problema che solleviamo da mesi visto che non abbiamo mai avuto il piacere di un confronto personale con lei a livello locale».

La partita dunque riguarda in modo particolare la delibera della giunta di otto anni fa, che però non ha avuto riscontri o applicazione al Noa. «Diverso è invece il discorso per quanto riguarda altri ospedali, come ad esempio il Versilia, dove queste figure esistono. Se i soldi messi a disposizione dalla Regione non sono stati investiti per gli Oss, dove vanno a finire? Sarebbe un vantaggio per l’azienda avere figure dedicate».

D'altronde si tratta di un settore delicato, rimarca il segretario provinciale della Uil Fpl, che non può essere trattato con sufficienza: «Non dimentichiamoci che tutti i dipendenti ospedalieri sono tenuti al rispetto delle norme di comportamento che prevedono la tutela della privacy, dei pazienti e dei familiari. Servono inoltre conoscenze approfondite del mestiere per sostenere l'utenza che si presenta al Pronto soccorso: chi si occupa dell'accoglienza deve sapere dare le giuste spiegazioni quindi serve personale preparato, non bastano i volontari. Non accetteremo altre soluzioni che non stanno né in cielo né in terra e che bypassano la delibera regionale».

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