La protesta
Rifiuti abbandonati a Trincale
Sacchi di immondizia lanciati nella vegetazione a pochi passi dal centro
VILLAFRANCA. Una situazione di degrado, dove l'inciviltà e la poca coscienza la fanno da padrone. Questo è quello che appare ogni giorno ai cittadini villafranchesi che utilizzano il passaggio pedonale che, dal centro di Villafranca, proprio di fronte alla Casa della Salute, si inerpica per giungere in località Tinale, dove sorgono le case popolari, di vecchia e di nuova edificazione, ed un altro complesso di condomini.
La zona è attraversata da un piccolo affluente del torrente Bagnone e terreni coltivati fanno da cerniera ambientale tra l'abitato e la zona verde. Proprio in questa zona, complice l'assenza di telecamere e di controlli, la scarsa luminosità e la fitta vegetazione, hanno dato la possibilità di diventare meta di un vero e proprio pellegrinaggio di coloro che, in barba alle normative vigenti (abbandonare i rifiuti è un illecito che è sanzionato da multe sostanziose) oltre che al decoro, riversano la loro spazzatura. Ed è un vero e proprio assortimento quello che si può riscontrare, a partire dai sacchetti contenenti umido e secco, alcuni dei quali, forse a causa di un lancio, pendono dagli arbusti. Plastica, bottiglie vetro ed altri materiali difficilmente biodegradabili contaminano la zona, facendo emergere uno scenario poco consono ad una zona così prossima al centro cittadino ed al Municipio che sorge a poche centinaia di metri di distanza.
Da sottolineare anche il rischio di inquinamento per il piccolo fiumiciattolo che attraversa la località, che potrebbe trasportare il materiale di risulta verso la Magra, generando un rischio ambientale notevole, vista che sul primo tratto del torrente Bagnone vige una riserva di pesca, quindi una zona protetta per fare sì che l'ecosistema possa sopravvivere inalterato. Non esistono motivazioni sufficienti che possano giustificare un tale scempio, perché tale bisogna considerarlo, nemmeno una paura remota di una bolletta troppo pesante, pensando, erroneamente, che dando solamente una parte dei propri rifiuti alla ditta di conferimento, si possa risparmiare. Gli eventuali costi di smaltimento di tali siti, detto ad onor di cronaca ed al fine di evocare una maggiore presa di coscienza collettiva, gravano comunque anche sul soggetto che si rende protagonista di queste azioni, annullando qualsiasi tipo di vantaggio che si sarebbe portati ad immaginare.
La Lunigiana vuole diventare una meta turistica, vuole che questo settore del mercato sia il traino per il rilancio del Pil interno, intenzione nobilissima e giustificata dato il patrimonio ambientale, culturale ed architettonico posseduto, ma che non può coesistere con queste deturpazioni che minano non solo la credibilità, ma anche il paesaggio, azzerando l'appeal sui vacanzieri.
Cristiano Borghini
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