Gioco
«Com’è difficile emergere qui ci sono poche chance»
Renzo Cantarelli, Alberto Lagomarsini, Alessandro Di Dio Masa, Maurizio Borghetti Tanta passione, sacrifici: «Ma è quello che amiamo e che ci spinge ad andare avanti»
CARRARA. Voglia di musica a Carrara. A poche settimane dall’inizio del Festival di Sanremo, dove vedremo in gara il carrarese Francesco Gabbani, abbiamo voluto approfondire il tema musicale con alcuni addetti ai lavori, che da decenni operano nella nostra città. Quanto è difficile vivere di musica? Quali consigli dare ai giovani musicisti? I talent-show funzionano? Sono alcune delle domande che abbiamo rivolto a quattro professionisti del settore, che hanno raccontato il loro modo di vivere sul pianeta delle note.
Renzo Cantarelli (cantautore e musicista). Nomen Omen, Renzo ha pubblicato 4 Cd. Il nuovo album “Dolos” (Ed. Riserva Sonora) è uscito da poche settimane, dando vita anche al video di “Riciclata Esistenza”, attualmente sul web e su Sky. L’album ha avuto riscontro più che positivo e a febbraio uscirà un nuovo video, per un secondo singolo contenuto nella raccolta.
Quanto è cambiato il mondo musicale? «Il mondo musicale è molto cambiato in questi anni – spiega Cantarelli - le difficoltà che si riscontrano in una provincia italiana sono le stesse di una qualsiasi città. Se la rete permette ad un compositore di essere ascoltato in tutto il mondo e quindi distribuire il suo brano ovunque, è anche vero che se il gusto di chi ascolta non è educato, è maggiore la dispersione e la confusione del reale valore artistico. Se poi pensiamo che per fare musica occorre tanto studio, e per proporla locali e contesti adeguati, tutto questo da noi manca. Manca inoltre una cultura di fondo che faciliti e stimoli nei giovani l’interesse artistico per la musica, lasciandoli a se stessi o preda del protagonismo commerciale».
Consigli per i giovani? «Per me la musica è quella forma d’arte che ti serve a vivere, che ti fa sognare e che rende migliore la tua esistenza. Fare musica per vivere è difficile , richiede una dose di sacrifici che non tutti riescono a sopportare, ma se uno sente che quella è la sua vita, se la ama veramente, ha il dovere di provarci. Come tutte le arti, richiede studio, ore di lavoro e ancora studio. Non ci si improvvisa musicisti e cantanti. Vivere di musica oggi è sempre più difficile, ma sono fiducioso e credo in un’inversione di tendenza. C’è bisogno di un nuovo rinascimento culturale e la musica deve esserne una parte integrante. Servono alcuni piccoli accorgimenti importanti come l’agevolazione della musica live, offrire ai giovani scuole, corsi e un’educazione all’ascolto. La musica offre moltissime possibilità e comprende innumerevoli professionalità, non solo artistiche, ma anche tecniche, come tecnici audio e luci, manager discografici e promoter. Purtroppo la televisione esalta in modo esagerato il protagonismo facendo un danno enorme e squalificando quelle che sono figure indispensabili alla realizzazione di un progetto musicale».
I talent show? «Per prima cosa serve investire su se stessi. I talent-show finiscono e, quando si chiude il sipario, resta un artista o un prodotto costruito in laboratorio. Un artista lo sei se hai studiato, lavorato a contatto con il pubblico, se hai fatto la stecca e per questo sei stato fischiato, se quando sali sul palco stabilisci quel contatto necessario fra te e chi è venuto ad ascoltarti. La tua tecnica, la tua sensibilità (che si acquisisce con lo studio) sono cose che restano e questo è il vero capitale di chi fa questo bellissimo lavoro».
Alberto Lagomarsini (cantautore e musicista). A breve uscirà il suo album nuovo, dal titolo “Un po’ di Lago” (Top Records). Il singolo “Scappa con me”, con relativo video girato al Carrarafiere, è stato anticipato lo scorso Natale ed è visibile su Youtube.
Com’è fare musica a Massa-Carrara? «E' piuttosto difficile lavorare nel campo musicale, in generale. Specificatamente, la nostra zona, secondo me, non offre molte possibilità. Non voglio dare colpe a nessuno, ma sono ancora troppo pochi i locali dove si può fare musica live. Poche le chances anche per quanto riguarda il discorso discografico, visto che le etichette discografiche di maggior importanza si trovano quasi sempre nelle grandi città ed è raro entrarci in contatto. Ciononostante abbiamo un humus musicale molto interessante nella nostra provincia».
Suggerimenti per i più giovani? «Consigliare qualcuno non è mai facile. Fare il musicista, secondo me, è quasi un’esigenza, un modo di esprimersi. Chi "sente" queste determinate cose, deve cercare in tutti i modi, con la passione, la volontà e il sacrificio, di perseguire questo suo “cammino”. Si può vivere di musica anche di questi tempi ma, secondo il mio parere, bisogna essere molto versatili, sapere fare tante cose, quindi, cercare di non limitarsi a seguire un solo modo di fare musica, tipo “solo il cantante”, “solo l'autore”, ecc. E’ importante cercare di essere cantanti, autori, musicisti, intrattenitori, showman/woman, manager di se stessi e quant'altro. Questo offre maggiori opportunità di lavorare in questo bellissimo, ma complicatissimo lavoro». Sui talent-show, conclude: «Anche il talent puo essere uno dei tanti modi per provarci, anche se spesso il talent-show diventa più una trasmissione televisiva, che non una vera "scuola" dove fare emergere un talento».
Alessandro Di Dio Masa (insegnante, produttore, arrangiatore, musicista). E’ titolare di Musicantiere, punto di riferimento per molti musicisti. Amico e collaboratore di molti “Vip” (tra cui Rosario Fiorello), è stato insegnante di chitarra anche di Francesco Gabbani. «Lavorare nella musica è difficile in generale. Ci vorrebbero più aiuti da parte dello stato anche per i privati che decidono di investire nel settore. Ai giovani che vogliono avvicinarsi alla musica, consiglio di provarci, soprattutto se c’è passione. Riguardo ai talent ho un’idea precisa: mai puntare tutto su un talent-show. Bisogna studiare e investire su se stessi, con impegno. Vivere di musica oggi è possibile, ma ritengo che sia necessario essere preparati sia a livello artistico, che imprenditoriale».
Maurizio Borghetti (imprenditore, insegnante e musicista). Titolare di “Extrapalco”, oltre a girare l’Italia, suonando in varie band fin da giovanissimo, si occupa da anni di vendita di strumenti, service audio, luci e video, allestimento palchi, sale prove attrezzate, studio di registrazione e insegnamento strumentale e canoro. «Lavorare nella musica in una piccola provincia non è semplice. Nelle grandi città si trovano grandi scuole di arte e spettacolo, molti più locali dove potersi proporre. Comunque rispetto a qualche anno fa c'è più attenzione da parte della scuola e di diversi enti nell'organizzazione di eventi o corsi musicali rivolti ai ragazzi, e questo è sicuramente positivo. Riguardo ai talent-show… Perché no? Però non dev’essere un mondo facile, probabilmente. Nonostante i talent-show possano offrire una vetrina importante, che può rivelarsi una corsia preferenziale per la notorietà, il rischio è quello di raggiungere un successo effimero, tanto veloce da ottenere, quanto da perdere. Forse, quindi, l’ingrediente di base per lavorare nella musica è la passione. Ci vuole sacrificio, studio e della sana gavetta su palchi piccoli o grandi che siano. Tutto questo può portare, alla lunga, delle belle soddisfazioni».
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