Nasce “Popolo dell’acqua”: non vogliamo la testa di Volpi
Dallo strappo con il comitato Acqua alla gola, si costituisce una nuova formazione «Le 20mila firme della petizione sono nostre, lottiamo anche per i diritti di tutti»
MASSA. Nessuno vuole fare polemiche, tutti hanno a cuore la lotta per abbassare le bollette dell'acqua ed uscire da Gaia, intanto però si sono divisi, hanno annunciato battaglie diverse, si contendono le 20 mila firme dei cittadini e se le dicono sui social. Coloro che avevano fondato il comitato "Acqua alla gola", non tutti va detto, 8 su 11, se ne sono andati e oggi parlano con orgoglio e speranza di un nuovo movimento, il "Popolo dell'acqua": dentro, tra quelli che vogliono essere citati, ci sono Francesca Galloni, prima coordinatrice di Acqua alla Gola, Galeano Fruzzetti, il volto simbolo della battaglia per l'acqua e poi Franco Menchetti, Giusy Blotta e Franco Pantera.
«Lo strappo c'è stato - spiega Francesca Galloni- sotto Natale; una specie di colpo di stato da parte della minoranza del comitato. Abbiamo una visione diversa di come debba essere portata aventi la battaglia per uscire da Gaia. Loro stanno sulla linea dura, vogliono le dimissioni del sindaco. Abbiamo capito che Alessandro Volpi non è l'unico responsabile e che non si dimetterà mai. Fino al 2018 avremo questo sindaco e staremo in Gaia. Abbiamo deciso di spostare la nostra attenzione a livelli più alti, al regionale, a Publiacqua; vogliamo parlare con tutte le istituzioni e con la politica. Non ci volevamo accontentare di finire sui giornali, chiedendo la testa del sindaco, per poi essere dimenticati il giorno dopo e non aver ottenuto nulla».
Galeano Fruzzetti punta il dito sul Pd: «Dei 48 sindaci che Gaia governa, il 70% sono Dem; la politica dovrà prendersi le sue responsabilità. Questo partito dovrà dirci che posizione prende in materia di acqua, bollette e diritti primari».
Da una parte, insomma, rimane "Acqua alla gola", nonostante proprio Galeano Fruzzetti continui a dire che quel nome non dovrebbe più appartenere a loro; dall'altra c'è il nuovo "Popolo dell'acqua" che ha con sé le 20mila firme della petizione per uscire da Gaia: «Il consigliere Stefano Benedetti può stare tranquillo- continua la Galloni-; le firme sono dove sono sempre state, le hanno le persone che le raccolsero e che adesso stanno lavorando per aumentarne il numero. Le abbiamo portate in consiglio comunale e le abbiamo sbattute davanti al sindaco Volpi; sappiamo che hanno un valore politico enorme e non le useremo per chiedere le dimissioni di un sindaco già a fine mandato. Al momento giusto verranno portate all'attenzione di tutti, presidente della Regione, Gaia, il premier se sarà necessario».
Il "Popolo dell'acqua" ricorda anche che le uniche proposte accettate da Gaia, per venire un po' incontro ai cittadini massesi, furono ragionate, scritte e presentate proprio da loro, anche se si chiamavano "Acqua alla gola": «Un grande lavoro di squadra che non è ancora finito e che ha ancora l'obiettivo di permettere ai massesi l'uscita da Gaia spa. Abbiamo soltanto cambiato strategia- conclude la Galloni-, ma non abbiamo mai perso il nostro scopo, anzi ne abbiamo aggiunti molti altri". Cultura, arte, ambiente e solidarietà sono le parole chiave del nuovo movimento per l'acqua, che si è presentato ieri al bar Battistini con due nuovi ingressi: Elia Pegollo, un personaggio che non ha bisogno di presentazioni e Semou, giovane senegalese, originario del villaggio Mboul. "Al centro mettiamo l'acqua- spiega Fruzzetti- e attorno costruiamo diritti e vita». Prima assemblea pubblica lunedì 30 alle 18, stanze del Guglielmi.
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