Il Tirreno

Vannucci deciso: nessun passo indietro

di Alessandra Vivoli
Vannucci deciso: nessun passo indietro

«La mia scelta e quella del Pd di Carrara sono dentro le regole. Va bene il confronto con il regionale, ma non siamo sudditi»

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CARRARA. Oggi a Firenze è convocata la direzione regionale del partito democratico. E si parlerà di Carrara, dello scatto in avanti del Pd locale che ha candidato sindaco, senza passare per le primarie, Andrea Vannucci.

Alla vigilia di quella che per molti (ma non per lui) suona come una resa dei conti, con rischio di commissariamento per il partito carrarese, a parlare, in una intervista esclusiva è proprio Andrea Vannucci. Che parla per la prima volta del programma, della coalizione e, soprattutto, annuncia: «Nessun passo indietro, i consigli di Firenze sono ben accetti, ma io sono il candidato del mio partito, ho sposato la sua linea politica e vado avanti».

Vannucci cominciamo dal documento della coalizione di centro sinistra che chiede al Pd di fare un passo indietro. Cosa ne pensa?

«Sulla questione politica non sono io che devo intervenire, ma il segretario. Una cosa però io posso dirla: il Pd è nato perché l’Ulivo è stato incenerito dalle diatribe di una pletora di coalizzati. Non faremo più, mi auguro, gli stessi errori: io dico sì a una coalizione ampia, ma a condizione che gli obiettivi siano gli stessi. Altrimenti meglio essere in meno, ma più coesi».

Una domanda è d’obbligo sul suo stato d’animo: è preoccupato per la riunione del partito regionale?

«No, non sono preoccupato, noi abbiamo fatto tutte le procedure secondo regole molto chiare, abbiamo scelto la linea. Siamo un partito federale, non dimentichiamolo, e i territori hanno una autonomia statutaria ben delineata. Il nostro percorso è perfettamente dentro le regole, altrimenti io, che sono un uomo di partito, non mi sarei candidato, questo voglio che sia chiaro».

«Se il Pd ha un’organizzazione territoriale - aggiunge - non vuole dire che saremo sordi agli inviti e ai suggerimenti fatti ad altri livelli. Siamo pronti ad ascoltare tutti, secondo le rispettive competenze. Ma quello che dobbiamo decidere noi lo decideremo noi, nel rispetto di tutti».

È escluso quindi un suo ripensamento rispetto alla candidatura a sindaco?

«Assolutamente no. Io ho deciso di fare un passo avanti, e l’ho ufficializzato lo scorso sabato, figurarsi se adesso ho intenzione di tornare inidetro. Ho fatto un passo avanti perché mi ha convinto la linea del mio Pd che deve assumersi la responsabilità di un programma per il governo della città. Un programma di discontinuità che prenda atto dello scollamento che si è’ creato con i cittadini: il nostro obiettivo è recuperare questo rapporto, non certo mettere insieme le sigle di partito».

Non teme che si crei un clima conflittuale?

«Da uomo di partito sono convinto che i conflitti si risolveranno, la divergenza di opinioni e posizioni è il motivo per cui è nato il Partito democratico. Adesso però dobbiamo svoltare, basta con le baruffe, cominciamo a parlare di cose concrete, i nostri avversari sono già in campagna elettorale».

A proposito di campagna elettorale. Quali sono le linee guida del suo programma?

«Carrara ha quattro capisaldi: il marmo, il porto, il centro cittadino e l’area industriale. Oggi questi elementi sono quattro problemi, bisogna fare in modo che ridiventino motori di lavoro e investimenti. Dovremo trasformare quelli che oggi sono problemi in quattro grandi risorse: la città ha bisogno di ripartire e può farlo solo passando attraverso i capisaldi del suo tessuto economico».

Vannucci oggi le fanno più paura i grillini in campagna elettorale o l’esito della riunione del Pd a Firenze ?

«Il Pd non mi farà mai paura, perché è il mio partito, è casa mia. Sono felice che al suo interno si possa discutere apertamente, senza però che si pensi che qui a Carrara siamo dei sudditi, questo no».

«I grillini mi fanno paura perché oltre alla protesta irrazionale, interpretano lo scontento e a volte la disperazione: c’è gente che veramente non ne può più e vota Grillo perchè noi l’abbiamo delusa. Noi dobbiamo recuperare queste persone, e, più in generale, dobbiamo recuperare bil rapporto con i cittadini: il Pd a Carrara non deve essere un partito chiuso in un angolo, deve tornare a parlare il linguaggio della gente».

 

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