Gioco
Sfida dei falò, primo round al vento
Era tutto pronto sul greto del Magra, con una gran folla, ma alla fine ha prevalso la prudenza. Il rinvio a sabato o domenica
CARRARA. Per una volta il vento ha avuto la meglio sul falò di San Nicolò. Non si è infatti tenuta martedì la consueta accensione della pira dedicata a Sant'Antonio Abate che avrebbe segnato il primo appuntamento della Disfida dei falò e si è deciso di posticipare l'evento per motivi di sicurezza. Ma lo spettacolo è solo rimandato anche se ancora non si è stabilita la data ufficiale, quasi sicuramente sarà sabato 21 gennaio anche se non si esclude l'ipotesi di accendere la pira il giorno successivo, nella serata di domenica. Una decisione, quella della sospensione, che è rimasta in dubbio fino all'ultimo, tanto che i fuochisti di San Nicolò, attorno alle 17, rassicuravano tutti "comunicato ufficiale. il Falò di San Nicolò verrà accesso come da tradizione alle 19. Vi aspettiamo". Questo per dire della passione dei fuochisti che per mantenere viva la tradizione hanno sfidato il freddo ed un vento glaciale pur di montare al meglio l'immensa catasta di "bochi" in attesa solo del momento dell'accensione. E così, nonostante per tutto il giorno si fossero alternate notizie sulla possibile posticipazione dell'evento, sul ponte Pompeo Spagnoli, sopra il greto del fiume Magra dove si effettua l'accensione, erano in tanti tra sostenitori, curiosi e gli "avversari" di San Gemignano in attesa di veder partire la fiamma dell'immensa pira (14 i metri di altezza raggiunti dai fuochisti del Vaticano). Il freddo pungente, il vento sferzante che tagliava le gambe. Tutto sembrava pronto. I lunghi minuti di attesa però facevano capire che sotto le arcate del ponte stava succedendo qualcosa. Alla fine tra messaggi sul cellulare ed il buon vecchio "passaparola" è arrivata la notizia "tutto rimandato". «Il sindaco insieme alle forze dell'ordine - hanno scritto fuochisti di San Nicolò sulla loro pagina facebook - hanno deciso parlando insieme a tutti noi fuochisti che vista l'allerta arancione per questioni di sicurezza è più sicuro rimandare l'accensione del falò». Una decisione saggia, vista da un lato la vicinanza delle case e dall'altro quella delle persone assiepate sul ponte. Forse sarebbe stato il caso di non aspettare proprio l'ultimo minuto ma probabilmente si è sperato una tregua del vento che invece non è arrivata. Questo della sospensione è quasi un"unicum" nella storia della Disfida dei falò, almeno in tempi recenti. Negli ultimi anni si sono avuti solo altri due casi in cui si è andati molto vicini alla sospensione ma poi si è sempre riusciti a dare fuochi alle pire. Uno è stato il falò di San Gemignano del 2012. In quel caso a mettere quasi in ginocchio fuochisti del patrono era stato un atto incivile che andava ben oltre i limiti della "goliardata" con alcuni ignoti che avevano rubato e bruciato i "bochi" pazientemente accumulati dai fuochisti di San Geminiano e con essi un bel tratto di bosco nella zona del filattierese dove erano conservati. Una "botta" che però fuochisti di San Gemignano avevano riassorbito alla grande riuscendo a rintracciare a tempo di record nuovo combustibile ed innalzando una pira diuna decina di metri. Chiaramente i tempi e le difficoltà si sono fatti sentire in quell'edizione della Disfida tanto che sotto il forte vento di tramontana la pira crollò poco dopo l'accensione. L'altro "quasi rinvio" è targato San Nicolò ed è avvenuto due anni più tardi nel 2014. In quell'occasione era stata la forte pioggia che si era abbattuta nei giorni precedenti al 17 gennaio a creare grosse difficoltà ai fuochisti del Vaticano. La pira allestita sul greto del Magra era costruita praticamente quasi sopra l'acqua visto l'ingrossamento del fiume per la forte pioggia. E nel corso della giornata era circolata insistentemente la voce che il falò sarebbe stato rinviato. Poi una lieve schiarita nelle ore precedenti all'evento aveva permesso l'accensione che si era risolta in un trionfo facendo gridare ai fuochisti di San Nicolò "noi bruciamo anche l'acqua".
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