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LA CITTÀ

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MASSA. Il Comune è al lavoro da un po’ e da un po’ scatta fotografie perché prima di cambiare le regole ha tutta l’intenzione di immortale lo stato dell’arte. Così, studiati e censiti i gazebo,...

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MASSA. Il Comune è al lavoro da un po’ e da un po’ scatta fotografie perché prima di cambiare le regole ha tutta l’intenzione di immortale lo stato dell’arte. Così, studiati e censiti i gazebo, adesso tira le somme: siede al tavolo della Soprintendenza e si prepara a definire il piano dei dehors - per dirlo alla francese - e il successivo regolamento. E all’orizzonte si profila la rivoluzione perché l’ipotesi abbozzata nei mesi scorsi si fa adesso sempre più reale: via i gazebo dalle strade del centro storico. Con pochissime eccezioni. E la prima protagonista della nuova era sarà la strada che i gazebo li ha “sperimentati” per prima: in via Dante i caffè all’aperto si berranno, ma senza un tetto sulla testa. Non un tetto in mattoni o lamiera, nè un semplice telo tirato per evitare la scottatura estiva e il freddo pungente in inverno. Tavoli, sedie e nulla di più.

Del resto di zone in cui i gazebo già non se ne vedono ce ne sono: basta un salto in piazza Aranci. Da quelle parti le attività ci sono, la pizza all’aperto si può gustare e ci si può anche sorseggiare un aperitivo, ma rigorosamente all’aria aperta. Modello che verrebbe esportato adesso in tutto il centro storico, via Dante e via Cavour in primis.

Gabriele Carioli, assessore alla attività produttive, assicura che le valutazioni tecniche sono in corso, ma ammette che, anche dai sopralluoghi della Soprintendenza, la presenza dei gazebo altera la prospettiva delle strade e la godibilità del patrimonio artistico. Tradotto: i gazebo, peraltro tutti diversi l’uno dall’altro, sottraggono bellezza alle strade “monumentali” della città, quelle più ricche di storia e di palazzi di pregio.

«È indubbio - prosegue Gabriele Carioli - che in alcune zone della città, e penso al centro storico, i dehors debbano essere tolti». Tavoli e sedie, quindi, e nulla di più. Almeno nel cuore della città. Nelle altre zone, invece, la sfida sarà omologare i gazebo per evitare l’effetto patchwork che adesso caratterizza non soltanto la città, ma anche la Marina. Il nuovo regolamento definirà nel dettaglio, infatti, le dimensioni, i materiali, le caratteristiche strutturali e bandirà i dehors con tanto di tettuccio a punta, a mo’ di casina montana perché proprio quella punta - spiega Carioli - altera la fruibilità della prospettiva. Gazebo tutti uguali dove i gazebo sono autorizzati e in centro tutti seduti sui tavoli con la testa all’aria. E in estate - questo lo dirà il regolamento - a proteggere dal sole potrebbero arrivare gli ombrelloni. In pieno stile provenzale.

Chiara Sillicani

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di Redazione web