Il Tirreno

Il primato dell’uomo nella Festa nazionale del Liceo Classico Repetti

di Francesca Vatteroni
Un momento della festa nazionale del Liceo classico al Repetti di Carrara
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Un momento della festa nazionale del Liceo classico al Repetti di Carrara

Carrara, dopo 34 anni dalla maturità è tornato il chirurgo Ugo Boggi: «Gli studi classici fondamentali per l’elasticità mentale»

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CARRARA. Il primo trapianto di pancreas robotico al mondo è avvenuto nel 2010 a Pisa: ad eseguirlo, il professor Ugo Boggi, classe 1965, ex studente del Liceo classico della città Emanuele Repetti. Basterebbe questo fatto per rispondere a chi dubita sulla capacità formativa di un liceo ritenuto da qualcuno ancorato al passato e sulla sua capacità di preparare i ragazzi e le ragazze a un mondo sempre più dominato dalla tecnologia. E probabilmente è questo il senso che la terza edizione della Notte Nazionale del Liceo classico, festeggiata al liceo Repetti e svoltasi il 13 gennaio dalle 18 alla mezzanotte contemporaneamente in 388 istituti sparsi per tutta Italia, ha voluto suggerire. In un'Aula Magna gremita di insegnanti, allievi ed ex allievi, Ugo Boggi, Ilaria Tonazzini e Laura Arrighi, tutti e 3 ex allievi dell'Istituto, hanno raccontato la loro esperienza professionale in cui la tecnologia gioca un ruolo fondamentale. Il professor Ugo Boggi, luminare di chirurgia, ha un curriculum che parla da sé: professore ordinario di chirurgia generale all'Università di Pisa, dirige l'Unità operativa Complessa di Chirurgia Generale e dei Trapianti dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana ed è Professore Associato Aggiunto in Chirurgia Generale presso la prestigiosa "University of Pittsburgh". «In medicina viviamo in un'era di tecnologia-dice il professor Boggi, che confessa di essere tornato in questa occasione, per la prima volta dopo 34 anni in quello che è stato il suo liceo-ma dietro questa tecnologia-continua il professore- c'è sempre l'uomo ed è per questo che l'uomo deve diventarne interprete e non farsi gestire da essa».

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Il tema scelto dal Repetti per questa sua festa nazionale era, fra l’altro, “Cerco l’uomo”.

Il professore poi, ha raccontato di come molti suoi colleghi docenti a Pisa, città di nascita, tra l'altro, della prima calcolatrice elettronica italiana, e tra cui anche insegnanti di materie scientifiche, abbiano alle spalle un percorso di studi classici.

«Insegnando all'estero ho avuto modo di constatare- ha aggiunto poi Ugo Boggi a conforto di questo dato - come anche se gli studenti americani inizialmente si distinguano rispetto agli studenti italiani per via della loro preparazione rigorosamente più focalizzata, poi vengono facilmente raggiunti dai nostri studenti, dotati di una maggiore elasticità. Perché- ha ribadito il professore- noi abbiamo una mentalità più elastica e questo anche grazie agli studi umanistici che forniscono un efficace metodo di studio». In medicina, il futuro avrà il sapore della tecnologia, ha insistito il professor Boggi parlando per esempio delle applicazioni dell'Intelligenza Artificiale che permetterà allo strumento chirurgico di raccogliere informazioni attraverso il semplice contatto con il tessuto oppure di guidarlo proprio come accade con il gps, «ma la tecnologia dovrà sempre essere dominata dall'uomo» ha comunque ricordato il professore. Ilaria Tonazzini è un po' più giovane, classe 1979: dopo gli studi al Repetti si è laureata a Pisa in Scienze e tecnologie farmaceutiche, attualmente è ricercatrice presso l'Istituto nanoscienze Cnr Nest di Pisa e i suoi studi vengono finanziati anche dalla Fondazione Umberto Veronesi. Anche nel suo caso l'hight tech rappresenta un cavallo di battaglia, perché nella ricerca sul sistema neuro cerebrale, a cui si dedica Ilaria, «Lo scopo è di trovare in futuro, attraverso la tecnologia, un materiale che possa essere accoppiato alle cellule e poter ricostruire parti del cervello» afferma la ricercatrice.

Laura Arrighi invece, dopo il diploma al Repetti, è diventata architetto ed è dottoranda in Design presso la scuola Politecnica dell'Università di Genova. Laura Arrighi ha curato un intervento ispirato al libro “Contro gli specialisti. La rivincita dell'umanesimo” di Giuliano Da Empoli. «Pensavamo che il progresso camminasse sulle gambe di professionisti sempre più specializzati. Ma la crisi ha rivelato i limiti di una cultura astratta e compartimentata che non è più in grado di dare risposta ad alcuna delle grandi questioni...» scrive Giuliano Da Empoli.

«In un periodo di instabilità ho reagito, nelle mie ricerche, cercando di non soffermarmi e specializzarmi in un solo ambito, ma al contrario cercando di allargare i miei studi, abbracciando visioni diverse perché la sfida oggi, ritengo, sia fare saltare le frontiere tra le diverse discipline e i diversi settori, al contrario di ciò che pensano i tecnocrati» dice Laura Arrighi.

Diogene cercava l'uomo, ha voluto ricordare il liceo classico Repetti dedicando, come detto, al filosofo questa serata speciale: l'uomo che immerso in una società sempre più schiava della tecnologia, rischia di perdersi ed è per questo che Luigi Corsi, preside del liceo fa presente: «La tecnologia va bene solo se aiuta l'uomo ma per questo ne è necessario un suo uso consapevole e corretto che il percorso formativo di questo liceo, che porta a conseguire una capacità critica e di analisi, può aiutare a trovare».

I tre ospiti speciali sono stati poi omaggiati della maglietta del Liceo classico Repetti. A seguire, l’edificio ha visto lo svilupparsi di numerose attività: dal teatro al canto, alla mostra dei preziosi libri rari della biblioteca del Liceo Repetti, compresi alcuni registri che risalgono fino al 1880. Apprezzata, anche dagli ospiti, l’esibizione canora della studentessa Ludovica Lazzerini, dell’ex allievo Luca Ceccarelli e il divertente testo in carrarino “Tut n’sgoment” di Rachele Valentini. Gran finale in palestra con Filippo L’Ingè Nicolai. Insomma, un liceo che si è mostrato vitale.

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