Il Tirreno

Il caso di meningite c’è, ma non contagioso

Il caso di meningite c’è, ma non contagioso

A causare l’infezione lo pneumococco: non serve la profilassi. Stabili le condizioni della paziente

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PONTREMOLI. Le analisi hanno confermato la diagnosi dei medici del pronto soccorso di Pontremoli: la donna di 57 anni con forti cefalee, febbre altissima e stato confusionale è affetta da meningite. A causare l’infezione delle meningi non è stato però il temutissimo meningococco: nè il ceppo C, nè il ceppo B. L’infezione è stata determinata da un altro batterio, non contagioso e meno virulento, lo Streptococco pneumoniae, conosciuto come pneumococco. Il batterio si trova spesso nelle vie aeree superiori dove può rimanere latente, talvolta, invece, è causa di infezioni e dolore alla gola. Questa volta ha colpito le meningi. È molto meno virulenti rispetto al meningococco e non è contagioso, quindi chiunque sia venuto a contatto con la paziente colpita da meningite, non deve sottoporsi alla profilassi antibiotica. Neanche i parenti.

La paziente, lunigianese, è arrivata al pronto soccorso giovedì pomeriggio: i medici, da un primo esame, hanno sospettato un caso di meningite, è stata ricoverata in rianimazione e - come prevedono i protocolli - intubata e sottoposta a terapia antibiotica.

Sono state quindi effettuate le analisi virologiche che ieri hanno escluso un’infezione da meningococco e individuato il batterio pneumococco. I parametri vitali della donna al momento del ricovero erano comunque regolari e regolari si sono confermati anche nella giornata di ieri.

Le sue condizioni rimangono stabili e la speranza dei medici è che la terapia antibiotica stia facendo effetto.

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