Il Tirreno

Cadavere sul Sagro, al vaglio nuove prove

Cadavere sul Sagro, al vaglio nuove prove

Mancano le conferme dall’autopsia e dall’analisi del Dna. Conferenza stampa la prossima settimana

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MASSA. Gli investigatori non si spostano dalla Maremma e dagli intrecci che legano quei luoghi alle apuane e alla vita di un clochard partito da Porto Santo Stefano, o Orbetello, e molto probabilmente venuto a morire sul monte Sagro.

Tutto quello che è stato trovato sul sentiero 38, tomba a cielo aperto dell’uomo, porta nella direzione di un clochard nato in sudamerica ma che viveva in Europa, tanto da avere la cittadinanza.

«In questi giorni stiamo facendo delle verifiche – spiega il vicequestore Antonio Dulvi Corcione – ma occorre ancora qualche giorno perché possa essere rivelata l’identità e il nome della persona che riteniamo, più che ragionevolmente, essere il cadavere ritrovato sul monte Sagro».

Ad aggiungere cautela al già complesso lavoro degli inquirenti si aggiunge il fatto che il fascicolo è aperto ed etichettato in procura come “omicidio”. Questa circostanza suggerisce ovviamente un grado di riservatezza particolarmente alto, anche se nelle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi quella pista era stata scartata come inconcludente. «Al 99% abbiamo il nome – aggiunge Corcione – ed è quello che abbiamo valutato negli ultimi giorni. Sembra portare tutto nella stessa direzione, ma saranno gli esami a confermarlo definitivamente».

Intanto però la nebbia che ancora permane sul nome dell’uomo non si dirada. Si era parlato della possibilità di un disvelamento già questa settimana, con una conferenza stampa in procura tra giovedì e ieri. Ma da quanto trapela la conferenza dovrebbe invece arrivare all’inizio della prossima settimana, possibilmente anche lunedì. Ma ci sono alcune tessere del puzzle che devono essere messe al loro posto e devono confermare il lavoro d’indagine classico svolto sugli indizi e sulle traccia finora ritrovate.

Perché per riannodare definitivamente quel filo che collega Maremma e monti apuani c’è bisogno dell’apporto dei mezzi scientifici. Disposta ma non ancora effettuata infatti l’analisi del dna e l’autopsia sui resti scheletrici del cadavere del Sagro. E queste cose procedono con tempi piuttosto lunghi.

Gli investigatori poi restano con le antenne drizzate per capire com’è che l’uomo, che pare fosse inesperto della zona, possa essere arrivato su un sentiero che, pur non essendo impervio, rimane comunque difficile da scoprire e raggiungere. Resta il dubbio che ad andare lassù non sia stato solo, ma su questa strada non c’è niente che riconduca ad altri personaggi. Bisognerà attendere ancora qualche giorno per capire qualcosa di più. (l.r.d.)

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