Il Tirreno

Multa contestata, da 8 anni attende “giustizia”

Multa contestata, da 8 anni attende “giustizia”

Per il Photored era passata con il rosso, lei contesta. E ora la Cassazione rimanda tutto al tribunale

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MONTIGNOSO. Può una vicenda legale sorta dal ricorso contro una multa per essere passati con il semaforo rosso iniziare nel 2008 e non essere ancora conlusa? Può: succede a Montignoso, in virtù dei tempi elefantiaci della giustizia civile, ma anche per la pervicacia di un’automobilista e decisa a fare valere i suoi diritti – cioè a dimostrare che quella multa è illegittima – e della inisistenza dell’amministrazione montignosina tesa ad affermare davanti ai giudici che, invece, la sanzione è correta e deve essere pagata.

Tutto comincia, siamo nell’ormai lontano 2008, quando una donna, residente a Roma, attraversa il semaforo dell’Aurelia a Montignoso. Quell'incrocio è controllato da una piccola telecamera che scatta foto, il famigerato Photored. L’apparecchiatura attesterebbe che l’auto della signora è passata con il rosso. L’automobilista si vede così recapitare dalla polizia municipale una multa da 151 euro. Ma lei contesta: è certa di non avere commesso infrazioni, fa ricorso al giudice di pace e vince. La automobilista aveva sostenuto la irregolarità del metodo di accertamento della (presunta) infrazione, il malfunzionamento dell’impianto e la mancata contestazione immediata della violazione al Codice della Strada. Il giudice di pace accoglie quelle obiezioni, rilevando, fra l’altro, che dai fotogrammi estratti dal Photored si notava sì il veicolo oltre la linea di arresto, mentre mancava una foto che lo riprendesse prima della linea di arresto con il semaforo con luce rosa. E, quindi, “straccia” la sanzione.

Il Comune, però, fa ricorso in appello, davanti al tribunale di Massa. Ma anche il secondo grado dà ragione alla donna e respinge l’appello con una sentenza che arriva nell’ottobre del 2011 e che conferma, in sostanza, le ragioni della ricorrente.

I legali di Villa Schiff, però, non demordono e ricorrono in Cassazione. La Corte suprema ci mette un po’ ad esaminare il caso: 5 anni. Ma pochi giorni fa, l’11 gennaio, deposita in cancelleria la sua sentenza. Che in sostanza accoglie parzialmente il ricorso del Comune di Montignoso, “cassa” la sentenza di Appello e rinvia a un altro giudice del tribunale di Massa il compito di riesaminare la vicenda ed emettere una nuova sentenza. La Cassazione, infatti, accoglie, almeno in parte, le tesi dell’amministrazione comunale, e cioè che l’apparecchio installato era “perfettamente omologato”, che la foto che riprende l’auto oltre la linea di stop con il semaforo rosso è sufficiente a dimostrare l’infrazione e che le modalità di accertamento, anche in assenza di un vigile urbano, è conforme alla legge. Così, adesso la palla torna al tribunale di Massa e c’è da scommettere che per venire a capo di questa querelle debbano passare ancora altri anni.Una storia infinita.c.f.

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