Il Tirreno

Ospedale, troppo pochi gli Oss in corsia

Ospedale, troppo pochi gli Oss in corsia

L’allarme di Cgil: ne mancano una ventina. L’Asl aumenta i posti letto, ma non il personale. «Così si rischiano gli infortuni»

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MASSA. Picco influenzale, anziani con problemi respiratori e, a complicare il quadro, pure il ghiaccio che ha “regalato” decine di scivolate con tanto di frattura: il pronto soccorso la prova del nove l’ha superata e - parola del primario Alberto Conti - ha retto dignitosamente il colpo. Ma lo ha fatto - al medico fa eco Valerio Musetti, segretario sanità per Cgil - soprattutto grazie all’impegno di chi in corsia ci lavora e si è davvero rimboccato le maniche perché - Musetti rafforza un concetto più volte espresso - un problema personale esiste eccome. Certo l’abbondanza non regna neanche tra medici e infermieri, ma la vera emergenza - assicura il sindacalista - si chiama operatore socio sanitario: «Gli Oss sono pochi e non solo in pronto soccorso, mancano nell’area chirurgica e nell’area medica e soprattutto mancano operatori dedicati al trasporto». Operatori che accompagnino i pazienti dal reparto a fare visite e accertamenti, operatori che, terminate le verifiche diagnostiche, riportino il malato in stanza. La mancanza di Oss - è questo il punto di partenza della riflessione di Musetti - si fa sentire anche in pronto soccorso, soprattutto nell’accoglienza. Vero che adesso la direzione pensa ad un percorso formativo ad hoc per i volontari affinché facciano da tutor ai familiari dei pazienti in attesa, forniscano loro informazioni sul malato e l’accompagnino a vederlo nelle sale interne al pronto soccorso. Altrettanto vero - spiega il sindacalista - che quel ruolo di tutor richiederebbe un profilo sanitario.

«È indubbio - prosegue il segretario sanità - che siano stati aumentati i posti letto per scongiurare l’emergenza, non dimentichiamo, però, che, a fronte di un incremento di ricoveri, non c’è stato un corrispondente potenziamento del personale. E l’anello debole sono gli operatori sanitari. Ne mancano troppi, stiamo “censendo” i vari reparti per valutare con esattezza quante assunzioni sarebbero necessarie. Ma credo di poter dire che servirebbe un incremento di 15-20 unità».

Giuliano Biselli, direttore dell’ospedale delle Apuane, un’emergenza personale non la riscontra e assicura che la copertura dei servizi è garantita sempre in maniera efficiente, giorno e notte. Lo stesso Biselli riconosce però che se esiste un “settore” da potenziare, è proprio quello degli operatori sanitari, con particolare riferimento agli Oss impegnati nel trasporto dei pazienti. La carenza c’è e carenza di Oss significa - riassume Musetti - «maggiori carichi di lavoro per gli operatori in corsia e per gli infermieri, con rischio infortuni». Un meccanismo “a domino”. Adesso, ad inizio anno, non rimane che sperare - visto che i corsi da Oss sono aperti - che le assunzioni arrivino. Anche all’ospedale della Apuane.

Chiara Sillicani

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