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«Troppi illeciti in discarica» I cittadini scrivono a Firenze
Il comitato contro l’ex cava Fornace torna ad appellarsi alla Regione «Programma Ambiente non rispetta le autorizzazioni e il sindaco latita»
MONTIGNOSO. Una discarica sotto casa spaventa sempre. I rifiuti, organici o speciali che siano, li si vorrebbe il più lontano possibile dai nostri polmoni, retaggio di un mondo industriale che ne produce sempre di più. Ma una discarica sotto casa spaventa ancora di più, quando si scopre che è un sito non idoneo dal punto di vista geomorfologico, e quando le prescrizioni non vengono rispettate in toto. È il caso della discussa cava Fornace, a Montignoso. Il comitato dei cittadini torna a farsi sentire. E lo fa con un appello indirizzato direttamente alla Regione Toscana con l’obiettivo di chiedere la riapertura della procedura di Valutazione di impatto ambientale della discarica.
«È passato un mese dal consiglio comunale straordinario sulla discarica - si legge in una nota del comitato dei cittadini contro la discarica - e lamentiamo ancora un totale disinteresse verso il problema da parte dell’amministrazione comunale di Montignoso. Il Comitato, in quella occasione, aveva denunciato che dall’esame dei conferimenti in discarica emergeva «chiaramente» il mancato rispettato della prescrizione prevista dall’Autorizzazione integrata ambientale, in particolare per quanto riguarda il vincolo di conferire in discarica il 70% di marmettola e inerti e il 30% di rifiuti speciali, tra i quali l’amianto. «Programma ambiente Apuane spa aveva ammesso - si legge ancora - di non avere rispettato quanto prescritto nell’autorizzazione. Di fronte a questa ammissione di comportamento illecito ci si sarebbe aspettato che il sindaco Lorenzetti, o qualche membro della sua giunta, si fosse alzato in piedi per stigmatizzare il comportamento. Invece, tra lo stupore e l’irritazione generale, le gravissime affermazioni del direttore della discarica sono passate per i nostri amministratori come parole di irrilevante sostanza».
I cittadini si dicono «sconcertati» per il silenzio «di chi rappresenta le istituzioni e tace di fronte ad evidenti irregolarità». Anche perché indagini portate avanti dai cittadini stessi (il Tirreno non ha potuto verificare) «molte delle ditte che conferiscono in discarica sono interessate da indagini su reati ambientali».
Per questo, come ulteriore iniziativa concreta, il comitato ha deciso di interpellare nuovamente il presidente della Regione.
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