Il Tirreno

Cade mentre fa la doccia Grave bimbo di 11 anni

di Sara Lavorini
Cade mentre fa la doccia Grave bimbo di 11 anni

Ha riportato una frattura cranica: è stato trasferito d’urgenza al Meyer Non è in pericolo di vita, respira da solo, ma per lui la prognosi è riservata

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MASSA. Il babbo e la mamma lo hanno capito subito che non si è trattato di una caduta come tante, che la botta è stata forte. E la Tac, purtroppo, lo ha confermato: una frattura cranica e una emorragia cerebrale frontoparietale, estesa cioè alla parte frontale e laterale del cranio. I medici del pronto soccorso hanno, quindi, deciso di trasferire il bambino, di 11 anni, all’ospedale pediatrico Meyer. Lì è rimasto in osservazione e i sanitari soltanto questa mattina decideranno se sia necessario intervenire.

Il bambino arriva al pronto soccorso del Noa poco dopo le 16 di ieri: stava facendo la doccia quando è scivolato. Non è riuscito a tenere l’equilibrio, è caduto e ha battuto la testa. Probabilmente è finito contro lo spigolo della doccia o contro il cordolino che evita la fuoriuscita dell’acqua. È rimasto comunque cosciente, ce l’ha fatta ad alzarsi e a chiedere aiuto: a mamma e papà è bastato un secondo per capire che il piccolo non stava bene. E a confermarlo è arrivato il vomito.

Immediato il trasferimento al pronto soccorso dell’ospedale delle Apuane dove il ragazzino è stato tenuto sotto osservazione e dove sono stati effettuati accertamenti diagnostici. E il referto della Tac, purtroppo, ha rivelato, come sospettavano i genitori, che la caduta è stata violentissima: una frattura alla fronte e un conseguente versamento di sangue che ha causato un’emorragia.

I sanitari hanno deciso, vista l’età del piccolo, che fosse opportuno disporre il ricovero all’ospedale pediatrico Meyer. È stato, quindi, allertato l’elisoccorso, poi i medici hanno preferito il trasferimento in ambulanza: la nebbia e la pioggia non garantivano un volo sereno e per il piccolo paziente era fondamentale evitare ulteriori traumi che potessero, anche solo minimamente, compromettere il quadro generale.

Al momento del trasferimento a Firenze il bambino era cosciente, come dopo la caduta, e respirava autonomamente. Al Meyer di Firenze il ragazzino non è stato accolto nel reparto di neurochirurgia perché i medici contano che, come spesso accade in caso di emorragie da trauma, il versamento possa lentamente riassorbirsi senza richiedere un intervento chirurgico e senza complicazioni per l’undicenne. Il paziente è rimasto quindi in osservazione perché le 12 ore successive alla caduta sono quelle più importanti che consentono di evidenziare eventuali segnali di peggioramento. In ogni caso, il bimbo non è in pericolo di vita, ma ieri, nella prima serata, la prognosi per lui rimaneva riservata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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