Il Tirreno

La Pontremolese su un binario morto Bugliani: intervenire

Il consigliere chiede alla Regione di riprendere in mano il raddoppio mai finito della linea ferroviaria Parma-Spezia

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PONTREMOLI. Del raddoppio della linea ferroviaria Pontremolese si parla dal 1959 (quasi sessant’anni fa); il progetto di raddoppio partì nel 1981 (35 anni fa), i primi cantieri furono aperti negli anni Novanta. Ad oggi, però, la grande opera da tutti invocata come “nodo infrastrutturale” di fondamentale importanza per i collegamenti passeggeri e – soprattutto – il traffico delle merci tra la pianura padana e i porti della Spezia e Marina di Carrara, è una grande incompiuta. Il raddoppio non è ancora stato completato, ciò vuol dire che alcuni tratti della ferrovia sono a binario unico, i cantieri sono fermi e non si vedono all’orizzonte novità in grado di sbloccare (o reperire) le risorse necessarie per terminare l’opera.

Ci prova adesso Giacomo Bugliani, consigliere regionale del Pd e presidente della Prima commissione del consiglio fiorentino, a smuovere le acque a a cercare di capire quale tipo di iniziative ci sono in campo e possono essere intraprese per fornire impulso al progetto. Lo fa con l'interrogazione titolata proprio "In merito al completamento del raddoppio della linea ferroviaria Pontremolese". Interrogazione in cui chiede un intervento “prioritario” per fare ripartire i cantieri.

La premessa di Bugliani è un punto sulla “strategicità” del raddoppio e sullo stato dell’arte dei lavori. La Pontremolese, dice, «è un'infrastruttura strategica, consente un collegamento tra il territorio della pianura Padana e il porto di La Spezia, garantendo uno sbocco diretto al mare per merci e turismo; si snoda per 120 km, costituendo una delle principali direttrici italiane». Quanto al raddoppio della linea, cita, restano da realizzare interventi per 64 chilometri. Nello specifico: sul versante emiliano occorre metter mano alla tratta Parma-Osteriazza per 25,5 chilometri; per quanto concerne la galleria di valico Berceto - Pontremoli coi sono 21 chilometri da realizzare, mentre sul percorso lunigianese, infine, manca ancora il raddopio sulla tratta fra Pontremoli e- Chiesaccia per 17,5 chilometri.

«Appare quindi necessario ribadire quanto prima – argomenta il consigliere piddino – l'importanza del completamento di questo progetto al fine di far ripartire i finanziamenti. Una spinta da parte della Regione è in questo caso fondamentale perché proprio dalle regioni arrivano gli impulsi per i piani strategici nazionali e la Toscana, assieme alla Liguria e all'Emilia, le tre regioni interessate dal raddoppio, avrebbero dovuto predisporre un protocollo d'intesa e d'intenti' per riaffermare la strategicità dell'opera e attirare finanziamenti. Uno stallo, insomma, che va assolutamente sbloccato e su cui ritengo prioritario intervenire».

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