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Rigoni: dateci lo status di area di crisi complessa

Rigoni: dateci lo status di area di crisi complessa

Ordine del giorno del parlamentare del Pd per avere sostegni dal governo «Perché in Sardegna e Liguria sì e qui no?». In gioco aiuti per almeno 20 milioni

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MASSA. Che Massa Carrara sia un territorio in crisi è un fatto. Ma siamo in crisi “semplice” o in crisi “complessa”? La differenza è sostanziale. Perchè per le aree a crisi “complessa” il governo stanzia aiuti speciali, come minimo 20 milioni di euro. Per quelle a crisi “semplice”, le risorse governative previste sono molto più esigue. E la provincia apouana è per ora considerata in crisi “semplice”. Nasce da qui, dall’obiettivo di riconoscere Massa Carrara come area di crisi “complessa” l’ordine del giorno da inserire nella Finanziaria presentato da Andrea Rigoni, parlamentare massese del Pd.

L’area di crisi industriale complessa – spiega Rigoni – è un'azione finalizzata a creare un'offerta coerente con specifici fabbisogni del territorio. Viene quindi individuata una strumentazione taylor-made (tradotto: cucita su misura) e si definisce una dotazione finanziaria dedicata a quel territorio. Per poter essere riconosciuto come area di crisi industriale complessa, il territorio deve essere soggetto a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale derivante da una crisi di una o più imprese di grande o media dimensione con effetti sull'indotto; oppure da una grave crisi di uno specifico settore industriale con elevata specializzazione nel territorio». E il territorio apuano, argomenta, ha purtroppo queste caratteristiche: «La provincia attraversa ormai da anni una crisi industriale e occupazionale al limite della irreversibilità e già nel dicembre 2010 la Regione Toscana aveva avviato la procedura per lo stato di crisi, ottenendo il riconoscimento dal Ministero dello sviluppo economico nell'aprile 2011. Ma alla successiva richiesta avanzata dalla stessa Regione nel maggio 2015 con un protocollo firmato anche dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Claudio De Vincenti per il riconoscimento dell'area di crisi complessa non è stato però dato seguito». Ma intanto, evidenzia ancora Rigoni, lo scorso ottobre 2016, con un decreto del ministro Calenda, sono state riconosciute altre cinque aree di crisi industriale complessa e cioè Savona, in Liguria; Terni e Narni Narni nella regione Umbria, Frosinone nel Lazio, Porto Vesme e Porto Torres in Sardegna. Che vanno ad aggiungersi a quelle toscane di Livoro e Piombino. Insomma, perchè in Sardegna e Liguria sì e qui soto le Apuane no?l

Rigoni lo “chiede” all’esecutivo, con il suo ordine del giorno in cui “impegna il Governo a valutare la possibilità di inserire tra le già individuate aree di crisi complessa anche la Provincia di Massa-Carrara”.

I vantaggi di tale inserimento, spiega, sono evidenti: «Per rilanciare le aree di crisi industriale complessa e dare sostegno alle imprese e all'occupazione nelle zone in difficoltà economica, Invitalia, su incarico del ministero dello Sviluppo Economico, interviene con il "Contratto di Sviluppo" sostenendo gli investimenti di grandi dimensioni nel settore industriale, turistico e di tutela ambientale con un investimento minimo richiesto di 20 milioni di euro». Risorse di cui sotto le Apuane c’è, chiude il deputato piddino, «grandissimo bisogno».c.f.

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