Il Tirreno

Progetto Carrara, nuova delibera e maggiori garanzie

di Cinzia Chiappini
Progetto Carrara, nuova delibera e maggiori garanzie

Corsa contro il tempo per trasferire tutti i dipendenti ad Amia Stasera l’approvazione. L’opposizione: i soliti pasticci

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CARRARA. Liquidazione Progetto Carrara, su pressing dei sindacati e del Pd, oggi il consiglio comunale sarà chiamato a votare una nuova versione della delibera, con maggiori garanzie per i dipendenti, vigilini e non.

Lavoro febbrile alla vigilia del consiglio comunale di stasera alle 18. Sì perché su pressione dei sindacati e della Cgil in particolare, è stata messa a punto una nuova delibera sulla liquidazione della Progetto Carrara.

L’obiettivo è quello di perfezionare il testo del documento già vagliato dalla commissione Bilancio e Partecipate per aumentare le garanzie a tutela dei dipendenti della società. E questo riguarda i 18 ausiliari al piano della sosta, che saranno ricollocati presso Amia ma anche e soprattutto i 7 impiegati che non appartengono a quel ramo di azienda. «Noi come Partito democratico ci siamo adoperati per migliorare la precedente delibera in modo che fossero tutelati tutti i dipendenti non solo i vigilini» spiega la capogruppo del Pd Roberta Crudeli, rivendicando il lavoro svolto dai democratici. «Si tratta di una proposta dell’amministrazione che ha integrato le richieste dei sindacati per aumentare le tutele di tutti i dipendenti ed evitare malintesi per coloro che non sono addetti al piano della sosta» aggiunge il capogruppo socialista Leonardo Buselli.

Un vero e proprio rush finale, per salvare tutti i posti di lavoro, dovuto anche alle nuove norme del decreto Madia, come spiega Giuseppe Bergitto di Articolo Primo: «La nuova legge prevede che gli esuberi delle partecipate vengano inseriti in un elenco di respiro regionale. Questo significa che i sette non addetti al piano della sosta rischiano di essere trasferiti lontano da Carrara o di non avere garanzie occupazionali. Al di là dell’impegno politico a salvare i posti di lavoro, si tratta di una questione non semplice da risolvere dal punto di vista tecnico, di qui il gran impegno di questi giorni».

Diversa la lettura dei partiti di opposizione che pur condividendo il tentativo di garantire a tutti i dipendenti di Progetto Carrara un futuro occupazionale sicuro, si concentrano sulla gestione politica di questa vicenda: «Il tavolo sindacale dove discutere i dettagli dei contratti non è ancora stato convocato e non si sa nulla del documento che approderà in assise: mi sembra che la maggioranza stia improvvisando e si sia dimostrata incapace di gestire questa situazione. Una liquidazione fatta così in fretta e furia senza discutere in commissione è una cosa assurda, l’iter a dir poco inusuale: l’aspetto più inquietante è che per mesi ci hanno raccontato che c’era un tavolo aperto quando non era vero» attacca Matteo Martinelli capogruppo del Movimento 5 Stelle. «Chiedo garanzie nero su bianco per i posti di lavoro ma anche risposte certe sui conti della Progetto Carrara. Dopo la liquidazione che ne sarà dei contenziosi e dei debiti milionari della società? Siamo davanti a una vicenda delicata, gestita male e su cui c’è molta confusione» rilancia Claudia Bienaimè di Carrara Bene Comune. «Il problema del personale di Progetto Carrara è stato affrontato con grave ritardo… non sappiamo ancora nulla del testo che dovremo votare in consiglio comunale. Si tratta di una gestione inaccettabile e inqualificabile perché pur parlando da mesi di questa vicenda come al solito ci ritroviamo all’ultimo momento a rincorrere le date… cosa che fa capire la confusione che regna in via Groppini» ha commentato Lanmarco Laquidara di Ncd-Forza Italia uniti per Carrara, puntando il dito contro il Partito democratico.

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