Il Tirreno

Navi e ristoranti, il maxi impero di Davide Bernacca

di Alessandra Vivoli
Navi e ristoranti, il maxi impero di Davide Bernacca

L’intervista: «Ho lasciato Carrara perché non trovavo lavoro Ho accettato tante sfide ma ringrazio sempre la mia città»

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CARRARA. Da quando è partito da Carrara di strada ne ha fatta davvero tanta. Nel mondo del brokeraggio e in quello della ristorazione quello di Davide Bernacca, 52 anni, è un nome ormai affermato, e di respiro internazionale. La sua impresa vanta traffici di un milione di tonnellate l’anno verso la Cina.

La passione per la ristorazione lo ha portato a capo di una holding con 600 dipendenti che controlla solo in Brasile dodici ristoranti e un export di prodotti alimentari di lusso, come quelli firmati Cipriani Venezia.

Eppure, all’inizio, la scelta di lasciare Carrara e l’Italia è stata dettata dalla difficoltà a trovare lavoro e dalla volontà di accettare sfide sempre nuove, anche dalla parte opposta del mondo.

Una carriera di successo con la cifra di Carrara e della Versilia che hanno fatto la differenza.

Davide Bernacca, qual è stato il suo percorso lontano da Carrara?

«Mi sono laureato in Economia e commercio nel 1991 ma non trovavo lavoro in Italia. La realtà italiana è sempre stata difficile, non lo è soltanto adesso. Sono quindi partito prima alla volta di Londra come broker nel settore navale e mercantile, noleggio e compra vendita navi e poi dopo due anni a Londra dove comunque i soldi non bastavano per essere indipendente al cento per cento, ho scelto una nuova sfida e ho deciso di seguire una opportunità nuova in Brasile, sempre nello stesso settore ma cercando di sviluppare le esportazioni di acciaio verso le Europa».

«Dopo cinque anni di lavoro come manager alle dipendenze di un armatore internazionale ho fondato la mia società in Brasile sempre operante nel settore del brokeraggio Mercantile e navale» .

Come si è realizzato all’estero?

«In quegli anni 97/98 - prosegue - si aprivano nuovi mercati di esportazione dal Brasile alla Cina di Granito Brasiliano, Erano poche tonnellate all' anno ma ci abbiamo creduto e ho cominciato a viaggiare spesso in Cina, tre, quattro volte l'anno per creare un portafoglio clienti per la mia piccola società. In pochi anni queste poche tonnellate sono diventate centinaia di migliaia, circa un milione l'anno e la nostra piccola impresa è diventata una impresa seria che oggi lavora con i più grandi armatori al mondo del settore».

«Il Brasile - aggiunge - vivendoci in modo permanente offre tante opportunità. E non solo per i traffici mercantili. Con la passione per la ristorazione e per il cibo Italiano ho poi creato un altro business. Ho fondato a Sao Paulo un impresa chiamata “Italian Food Adventure” che oggi è una holding che controlla circa 12 ristoranti in Brasile, due grandi marche internazionali, due marche proprie operanti nel settore. Non solo, la stessa holding importa prodotti italiani di alimentazione di lusso come la marca Cipriani di Venezia e vanta circa 600 dipendenti».

Cosa le manca della città di Carrara?

«Amo Carrara per la sua morfologia,i suoi paesaggi di mare, colline e montagne e per lo splendido cibo che offre la Toscana e la Versilia dal quale mi sono ispirato per l' avventura nella ristorazione».

Che cosa prova quando torna nella sua città?

«Quando torno provo la sensazione che a Carrara, alla Toscana e alla Versilia devo tutto quello che ho fatto e la ringrazio dal profondo del mio cuore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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