Toscana
Troppo pochi i medici addio visite fino alle 20
La Guglielmi: dobbiamo organizzarci con le forze che abbiamo
MASSA. Entri al distretto sanitario di via Bassa Tambura alle otto del mattino e sembra di essere al centro di Manhattan: le porte che si aprono e chiudono senza sosta, la coda al centro prelievi, gli anziani in attesa al Cup, i piccoli che piangono all’ambulatorio vaccinazioni. Entri nello stesso distretto alle 18 e improvvisamente scopri che Manhattan si è trasformata nel deserto del Sahara: non si vede un’anima. Qualche luce accesa, magari al consultorio, e i carrelli delle pulizie in azione.
Bene, a quel deserto del Sahara dice no - e con toni alquanto deciso - l’assessora regionale alla sanità Stefania Saccardi. Lo fa durante la conferenza dei servizi, giovedì mattina a CarrareFiere: «Basta macchinari pesanti fermi e basta - rincara la dose - con gli ambulatori aperti soltanto poche ore al giorno». La proposta, targata Regione e finalizzata a dare una bella sforbiciata alle liste di attesa, è quella di tenere aperti gli ambulatori fino alle 18,19 o - azzarda l’assessora - anche fino alle 20.
La volontà di tenerli aperti quegli ambulatori - parola di Monica Guglielmi, responsabile dei distretti - c’è tutta. Il problema è che perché un ambulatorio sia aperto e una macchina in funzione è indispensabile che ci sia pure il personale. Insomma, servono gli spazi e quelli - assicura la Guglielmi - non sono il problema, ma servono anche, e soprattutto, i medici. La sanità è un universo, quella ambulatoriale un universo nell’universo. Gli ambulatori - per provare a disegnare un quadro - sono al Noa e sono nei distretti. In viale Mattei lavorano, in maggioranza, medici ospedalieri, gli stessi dipendenti Asl che operano in reparto. Nei distretti, invece, le cose vanno diversamente: lì i medici ospedalieri, con contratto da dipendente dell’azienda sanitaria, sono pochi. Al lavoro ci sono soprattutto medici specialisti convenzionati, quelli che, con una dizione ormai superata, venivano definiti sumaisti: non sono dipendenti Asl, fanno un numero di ore variabili. C’è chi ne fa 38, chi ne fa 15. E quei professionisti devono spostarsi sul territorio.
«Ci sono ambulatori aperti fino alle 18 nei nostri distretti» Monica Guglielmi ci tiene a sottolinearlo. E fa anche qualche esempio: è aperta fino a sera odontoiatria, l’oculista e l’ortopedico sono disponibili fino alle 18.30. Del resto per l’Asl potere aprire gli ambulatori anche nel tardo pomeriggio sarebbe parecchio comodo: «Basti pensare - la responsabile dei distretti fa il punto - che il mattino si concentra molta attività ed è in funzione il centro prelievi, quindi anche il personale infermieristico deve essere gestito con massima efficienza, se l’attività ambulatoriale si potenziasse il pomeriggio quello stesso personale potrebbe essere meglio gestito». Lo spazio non è un problema anche se spesso ad uno stesso ambulatorio afferiscono più medici: «Far lavorare tutti i professionisti in contemporanea non sarebbe davvero possibile». Rimane poi da fare i conti con i numeri e i numeri parlano chiaro. Un esempio per chiarire il concetto: «In forza al territorio ci sono 4 cardiologi e uno solo di loro ha un contratto per 38 ore, gli altri tre lavorano meno fino ad un minimo di 15 ore. E quei medici assicurano visite al distretto di via Bassa Tambura, a quello di Avenza e a Montignoso». Una svolta potrebbe arrivare con le nuove disposizione regionali sulle liste che fanno ricadere sui singoli dipartimenti la responsabilità di gestione dei tempi di attesa. Potrebbe essere la strada per gestire al meglio le risorse umane. Rimane comunque un dato: i numeri quelli sono e quelli sono i contratti con i professionisti convenzionati.
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