Il Tirreno

Ruspa ribaltata, processo a un imprenditore

Ruspa ribaltata, processo a un imprenditore

In tribunale l’infortunio del 2013 alla cava Vara. L’operaio che restò ferito: il cingolato non teneva...

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CARRARA. «Ricordo soltanto che ho alzato la benna, ho provato a innestare la retromarcia ma la ruspa è scivolata giù, i cingoli non tenevano... Poi mi sono risvegliato in ospedale». È il racconto di Daniele Frediani, 34 anni, davanti al giudice Alessandro Trinci. Frediani, il 19 settembre del 2013, era in una cava, la cava Vara 113 gestita dalla Cremomarmi di Avenza, nel bacino di Fantiscritti. Era appena salito su un escavatore cingolato per compiere alcune lavorazioni. Il mezzo, però, che era fermo su una rampa di collegamento tra il piazzale della cava e una bancata più in alto, andò fuori equilibrio e si ribaltò, finendo in un avvallamento del terreno. L’operaio rimase intrappolato dentro l’abitacolo del mezzo meccanico. Soccorso dai compagni di lavoro, riportò una ferita al piede che gli è costata 40 giorni di ospedale e una infermità (del 14%).

Da quell’incidente è scaturito il processo a carico di Ferruccio Corsi, rappresentante legale della cava, imputato di lesioni colpose, per non avere rispettato e fatto rispettare tutte quelle regole di sicurezza che avrebbero potuto evitare l’incidente.

Ieri in aula, hanno parlato i tecnici del dipartimento Prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl che intervennero dopo l’infortunio percondurre gli accertamenti su quell’episodio e sul rispetto degli adempimenti, in particolare sull’addestramento e la frequentazione di specifici corsi di da parte del ruspista.

Poi, è toccato alla vittima dell’infortunio, che ha parlato come testimone, riferendo – tra l’altro – in risposta alle domande del pubblico ministero e del giudice che era stato da poco assunto in quella ditta e che, pur avendo una certa esperienza come conduttore “ruspista”era la prima volta che si era messo alla manovra di un escavatore su una pendenza e un terreno come quelli trovati alla cava Vara.

Il processo deve stabilire se, come vuole l’accusa, l’incidente avvenne perchè furono trascurate le misure e le regole di sicurezza che si devono adottare nella movimentazione dei mezzi cingolati (e quindi una responsabilità penale del titolare della cava, responsabile in ultima istanza della sicurezza); o se il ribaltamento fu provocato da altre cause o da una manovra errata da parte del conducente.

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