La protesta
Costa ancora chiusa rischia anche la ditta della figlia
La titolare di un’impresa di trasporto: ho 16 dipendenti fermi da 150 giorni, ma la Provincia blocca tutto
ALBIANO MAGRA. La ditta Costa Mauro ha avuto il via libera per tornare operativa, anche se non in entrambi i capannoni, grazie a una nuova ordinanza del commissario prefettizio del Comune di Aulla, Simonetta Castellani, che ha sancito che l'impresa capeggiata dall'imprenditore spezzino Mauro Costa può tornare a trattare i rifiuti, ma solo nel capannone meno danneggiato dal rogo del 31 luglio scorso, che è tornato ad essere dichiarato agibile, quello all'interno del quale si lavoravano il secco, il vetro e gli ingombranti. Ma allora perché questo non accade? A chiederoo è la figlia di Mauro Costa, Silvia, ora alla guida dell'impresa di trasporti "Costa Mauro e figli s.r.l.", la quale mette sul banco degli imputati la Provincia di Massa Carrara: «È la Provincia che impedisce alla ditta guidata da mio padre di tornare a lavorare, lo impedisce poichè non rilascia il necessario nulla osta alla ripresa dell'attività lavorativa. Un nulla osta che attendiamo da due mesi da parte di dirigenti che se ne stanno al caldo nei loro uffici, mentre ci sono 50 posti di lavoro sulla graticola, il doppio considerando anche l'indotto. Noi siamo pronti a ripartire e 150 giorni di chiusura stanno danneggiando anche noi», aggiunge Silvia Costa.
La giovane imprenditrice lancia l'allarme anche sulla propria ditta che, come è normale che sia, aveva un rapporto "privilegiato" con l’azienda guidata dal padre Mauro: «Alle mie dipendenze ho 16 persone, padri di famiglia lunigianesi e non, di 40, 50 anni, e anche loro rischiano pesantemente il posto di lavoro. Ma non ci vogliamo arrendere perché noi difendiamo il lavoro e ci battiamo anche per i nostri dipendenti e collaboratori, persone specializzate e che credono nel valore dell'impresa».
Una situazione che si somma a quella dei dipendenti della ditta Costa, ben evidenziata nei giorni scorsi dal segretario del presidio Fit/Cisl Massa Carrara Toscana Nord, Luca Mannini, il quale ha sottolineato che la cassa integrazione in deroga per le decine di lavoratori della ditta Costa sta per finire, paventando lo spettro delle lettere di licenziamento. «Però, non vogliamo darla vinta a chi rimanda continuamente a domani - aggiunge Silvia Costa - quello che doveva essere autorizzato ieri. Certo è che si tirano fuori cavilli di ogni tipo e sono giunte anche alle mie orecchie delle voci strane, in base alle quali c'è qualcuno che sostiene che si vorrebbe favorire una azienda pubblica e indagata. Voci a cui non credo, lo voglio ribadire con forza, e che non mi interessano in quanto voci», conclude sorniona la figlia di Mauro Costa.
Dar ricordare, in conclusione, che anche Mannini ieri ha chiamato in causa le istituzioni: «Ci sono state tre Conferenze dei servizi negli ultimi due mesi, ma quando sembra che si possa riavviare l'attività dell'impresa, succede sempre l'imprevisto».
Da quando la Costa è bloccata i rifiuti lunigianesi che fino al giorno del rogo venivano trattati ad Albiano Magra vengono portati all’impianto di trattamento Cermec di Massa.
Gianluca Uberti
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