Il Tirreno

«Ministro, venda Sanac insieme al colosso Ilva»

«Ministro, venda Sanac insieme al colosso Ilva»

Lettera di Volpi e Rossi a Calenda per ottenere un’unica procedura di liquidazione E la senatrice Paglini (5 Stelle) interviene in aula: il governo salvi l’occupazione

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MASSA. Una lettera e, in calce, la firma del sindaco Alessandro Volpi e del presidente della regione Enrico Rossi. Il mittente è il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda e l’argomento di quella lettera è il futuro dei 125 lavoratori dello stabilimento Sanac di Massa.

Nella lettera, infatti, sindaco e presidente chiedono al ministero di esercitare un ruolo di intermediazione con i commissari, nominati dal governo, che si stanno occupando della procedura di liquidazione di Ilva. Lo scopo è chiaro: fa sì che sia pubblicato un solo bando di vendita per Ilva e per le sue due controllate, la stessa Sanac e Innse, evitando in questo modo che siano entrambe costrette a trovare un compratore e a riconquistare quote di mercato.

Sanac - per disegnare il quadro - è una industria con 4 stabilimenti tra Toscana, Liguria e Sardegna: fabbrica mattoni refrattari per gli altiforni. E quei mattoni, per oltre il 60%, sono destinati ad Ilva che controlla la stessa Sanac. In seguito al crollo dell’impero dei Riva e alla crisi del polo siderurgico più grande d’Europa, Ilva è stata messa in vendita e con essa Sanac e Innse. Liquidazione prevista, però, con due distinte procedure: le due aziende più piccole sono state scorporate per essere vendute con specifico bando. E i lavoratori Sanac tremano perché none esiste un contratto che leghi ad Ilva le sue forniture, chiunque acquisisca il grande gruppo potrebbe, quindi, sentirsi libero di acquistare da altri soggetti i mattoni refrattari. Ieri l’incontro in Regione tra sindaco, consigliere del presidente Gianfranco Simoncini e sindacati. L’impegno - conferma Volpi - è quello di spedire la lettera, per chiedere una procedura unica, già questa mattina. Contando anche sul sostegno dei parlamentari del territorio e sperando di evitare la pubblicazione di due bandi distinti il 31 gennaio.

«I tempi sono stretti - commenta Paolo Gozzani, segretario provinciale della - ma la lettera è un segnale importante».

Del caso Sanac si fanno carico anche i 5 Stelle con un’interrogazione depositata a Palazzo Madama dalla senatrice Sara Paglini e rivolta al ministro Calenda e al ministro Poletti. Ieri, sul tema, la parlamentare è intervenuta in aula: «La crisi che coinvolge la siderurgia e la mancanza di una visione nazionale sul futuro dell’acciaio ha comportato l’impossibilità per il settore di ripartire. Tra le aziende coinvolte c’è Sanac. In Italia sono 4 gli stabilimenti in bilico e circa 400 i posti di lavoro a rischio. Se sono stati trovati 20 miliardi per le banche, il Governo, a maggior ragione, dovrebbe trovare le risorse i per salvare 400 posti di lavoro. Facciamo in modo che i lavoratori di Sanac trascorrano un Natale veramente sereno». Anche in consiglio regionale i consiglieri pentastellati hanno depositato una mozione, approvata all’unanimità, su Sanac. L’atto (vedi box accanto) impegna la Regione ad attivarsi per salvaguardare produzione e occupazione. (c.s.)

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