Il Tirreno

L’appello dei bambini: rivogliamo la nostra scuola

di Cinzia Chiappini
I bambini davanti alla scuola
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I bambini davanti alla scuola

Letterine e cori degli alunni delle elementari Giromini davanti al plesso chiuso. Un grande abbraccio natalizio e la speranza di poter rientrare in quelle aule

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CARRARA. A tre mesi dall'annuncio che ha confermato la completa inagibilità della primaria Giromini di Marina di Carrara, i piccoli alunni si sono ritrovati davanti al loro istituto per circondarlo in un grande abbraccio, al motto di “rivogliamo la nostra scuola”.

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«C’era una volta una scuola molto spaziosa, la più antica della città, viveva vicino a una piazza con la chiesa e il campanile. Era una scuola felice, rallegrata dalle grida dei bambini che ogni mattina imparavano, leggevano, scrivevano, scoprivano e soprattutto si divertivano». Adesso invece, quella stessa scuola, mentre «si avvicinano le vacanze di Natale è spenta, vuota e silenziosa. Noi bambini ti abbiamo lasciato con l’inizio dell’estate e non siamo più tornati, perché non eri più sicura dopo il terremoto di alcuni anni fa. Ah come sarebbe bello ritrovare quei momenti perduti di libertà, quel senso di appartenenza che ti rendeva unica e speciale: tu la Giromini l’antica scuola della piazza».

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È tutto racchiuso qui, nelle letterine e nei temi con cui i piccoli studenti della primaria Giromini hanno reso omaggio ieri mattina alla loro scuola, l’affetto e la malinconia che i bambini hanno provato a seguito del trasferimento presso la primaria Menconi di via Muttini, deciso all’inizio dell’anno scolastico a seguito delle criticità rilevate nell’ultimo giro di controlli, che si sono aggiunte ai problemi innescati dal terremoto del 2012, che comportò la chiusura dell’ala di ponente dello stabile. Bambini, genitori e insegnanti si sono ritrovati ieri mattina davanti alla primaria di via del Commercio per tenere viva l’attenzione su questa vicenda, per dimostrare che non hanno dimenticato la loro vecchia sede e per chiederne la ristrutturazione in tempi brevi. “Armati” di cappellini natalizi e letterine, si sono presentati davanti alla Giromini, e l’hanno stretta in un grande abbraccio natalizio, non solo metaforico. Ognuno ha fatto la sua parte. I bambini hanno letto a una piccola folla di genitori e parenti i loro temi dedicati alla scuola, intonando alcuni canti tradizionali del natale. Gli insegnanti hanno lanciato il loro appello, ricordando che la Giromini è l’istituto più antico del litorale dove loro stessi in molti casi hanno studiato. I genitori, infine, si sono costituiti in comitato e hanno lanciato una raccolta firme: «Da quando la nostra scuola è stata chiusa, a settembre, non abbiamo avuto più informazioni sullo stato di salute dell’edificio. Per questo chiediamo alle istituzioni un incontro, per fare il punto della situazione e capire quante risorse e quanto tempo saranno necessari per riaprire la Giromini» ha spiegato Elena Ceragioli, membro del comitato di genitori. Da ieri la “petizione” è a disposizione nelle attività commerciali del litorale e la raccolta firme è aperta a tutta la cittadinanza.

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«E’ la scuola più antica di Marina, vederla così deserta ci fa stare male. Molti di noi ci sono passati prima come alunni e poi come insegnanti e siamo tornati qui per fare in modo che su questa vicenda non si spengano i riflettori» ha spiegato Barbara Pianadei , insegnante dell’istituto. A “manifestare” per la ristrutturazione della sede di via del Commercio si è presentata anche Mirella Cocchi, nella doppia veste di ex dirigente della scuola e di nonna. La speranza di tutti è dunque che il lavori di ristrutturazione dell’edificio partano presto perché, hanno spiegato gli insegnanti «per quanto l’accoglienza alla Menconi sia stata ottima, gli spazi non sono adatti a ospitare tutti i bambini». La Giromini, da sola, conta infatti 110 alunni. Una carica di studenti che ieri mattina, insieme a genitori e insegnanti ha formato una grande catena umana per stringere in un enorme e caloroso abbraccio l’edificio di via del Commercio, al motto di “Rivogliamo la nostra scuola”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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