Il Tirreno

Costa, cassa integrazione a rischio

di Gianluca Uberti
Costa, cassa integrazione a rischio

L’appello di Mannini (Cisl): «Da gennaio senza reddito e non hanno ricevuto gli ultimi 3 stipendi»

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ALBIANO MAGRA. La cassa integrazione in deroga per le decine di lavoratori della ditta Costa sta per finire. Una spada di Damocle che non fa dormire sonni tranquilli a chi è a casa dal lavoro dal 31 luglio scorso, quando il secondo rogo in meno di 10 mesi distrusse parte dell'azienda di lavorazione dei rifiuti, e spinge il segretario del presidio Fit/Cisl Massa Carrara Toscana Nord, Luca Mannini, a lanciare quello che è un vero e proprio grido di dolore: «Le feste sono ormai alle porte. Regali, cenone della vigilia, pranzo di Natale e poi la notte dell'ultimo dell'anno con l'attesa del 2017. Un 2017 pieno di speranza per tutti o meglio quasi per tutti. Non lo sarà, infatti, per i lavoratori dell'impresa Costa Mauro di Albiano Magra, che, a distanza di quasi 5 mesi dall'incendio del 31 luglio, non sono ancora tornati al lavoro. E la beffa è che la cassa integrazione in deroga sta per finire, il 31 dicembre non ce ne sarà più per nessuno» aggiuge Mannini.

Ma, come se non bastasse, attualmente i lavoratori non avrebbero percepito gli ultimi tre stipendi e «i soldi derivanti dalla cassa integrazione arriveranno, se tutto va bene, a fine gennaio. Dico se tutto va bene - spiega Mannini - perché se l'azienda non riapre, viene a mancare il presupposto per la fruizione della cassa integrazione in deroga».

E in questa situazione molti dipendenti non sarebbero, purtroppo, riusciti a pagare le rate delle banche e delle finanziarie, presso le quali hanno acceso mutui e finanziamenti per la casa, le spese mediche e le spese per l'università dei figli.

A questo punto il sindacalista Cisl chiama in causa le istituzioni: «Ci sono state tre Conferenze dei servizi negli ultimi due mesi, ma quando sembra che si possa riavviare l'attività dell'impresa, succede sempre l'imprevisto. Noi non vogliamo mettere in discussione l'operato degli enti e dei tecnici che si stanno occupando della riapertura dell'azienda Costa, ma una domanda ci lascia perplessi: a fronte di ingenti investimenti da parte dell'azienda e di una indiscussa volontà da parte dell'imprenditore ad adempiere a tutto ciò che gli viene richiesto, com'è possibile che ad ogni piccolo cavillo ci si ferma e si blocca la riapertura con un rimpallo di responsabilità tra i vari enti e/o tecnici? Possibile che i problemi saltino fuori un po' per volta? Perché allo stato attuale c'è il serio rischio che l'imprenditore - questo il timore di Mannini - si stanchi e decida di chiudere tutto. Non vorremmo che si arrivasse a tanto» sottolinea il sindacalista Cisl, secondo il quale, in questi mesi, la ditta Costa ha dovuto disertare numerose gare di appalto «per la scelta scellerata di qualche vicario di non rinnovare l'autorizzazione alla lavorazione il 29 agosto scorso. Di conseguenza, si sono persi clienti e commesse e lo spettro delle lettere di licenziamento per i 40 lavoratori è sempre più vicino» conclude Mannini.

Da ricordare, comunque, che la ditta Costa ha avuto il via libera per tornare operativa, anche se non in entrambi i capannoni. Infatti, come abbiamo scritto nei giorni scorsi, una nuova ordinanza del commissario prefettizio del Comune di Aulla, Simonetta Castellani, ha sancito che l'impresa guidata dall'imprenditore spezzino Mauro Costa può tornare a lavorare, ma solo nel capannone meno danneggiato dal rogo del 31 luglio scorso, che è tornato ad essere dichiarato agibile. Il capannone all'interno del quale si lavoravano il secco, il vetro e gli ingombranti, che potrebbe tornare ad essere operativo dopo Natale.

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